lunedì 21 agosto 2017

"Guarda, le stelle cadenti..."

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo racconto da Roberto Mahlab. L'autore, della Comunità Ebraica di Milano, partecipa al programma di accoglienza di oltre 40 minori non accompagnati da poco giunti in Italia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio al Memoriale della Shoah, presso la Stazione Centrale di Milano.

"Guarda, le stelle cadenti..." 

"Sono bambini!", ho esclamato sorpreso rivolto verso l'amica antropologa Maryan Ismail che ho accompagnato al Memoriale della Shoà tre sere fa. Erano in fila, il primo era appoggiato allo stipite del portone dell'ingresso laterale a fianco del Memoriale, gli altri in fila appoggiati alla spalla di chi era di fronte. "E' un gesto che proviene dalla loro cultura, appoggiarsi l'un l'altro significa proteggersi l'un l'altro", mi ha spiegato Maryan. 

"Il primo ha tredici anni, l'età massima è di 17 anni, provengono dall'Eritrea, sono cattolici e cristiani copti, le famiglie li fanno scappare per evitare loro di essere arruolati a forza e a vita a qualsiasi età nelle milizie del tiranno del paese", è intervenuto uno dei responsabili, "alcuni hanno superato prove terribili, i genitori puniti dal regime, il commercio dei reni, le torture. Il buco nero è la Libia, l'imbarco finale dei disperati".

"Dunque ottengono l'asilo politico in Italia?", chiedo.

"Le autorità studiano ogni singolo caso a parte, il dettaglio legale è che non è ufficialmente una zona di guerra, all'inizio vengono considerati sotto il termine di 'profughi minori non accompagnati', una volta arrivati in Italia con i barconi vengono riconosciuti uno ad uno e poi inviati nelle diverse località del nostro paese prescelte per una prima accoglienza umanitaria e tra esse il Memoriale", le parole vengono coperte dal rimbombo del passaggio di un treno sui binari sopra il Memoriale. 

La Comunità di Sant'Egidio, la Fondazione del Memoriale e la Comunità ebraica di Milano, spronati dalle parole di incoraggiamento di Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoà, stanno gestendo questo impegno con fondi provenienti da privati, anche se con la collaborazione delle istituzioni locali. Prima che il portone si apra per l'ingresso dei ragazzi, i volontari preparano tavoli e sedie per la cena e le brande per la notte. Il centro è formato da piccole sale e alcuni corridoi staccati dal grosso del Memoriale, una specie di dependance che non disturba in alcun modo le attività diurne di ricevimento dei visitatori.

Arriva un furgone all'esterno da cui vengono scaricati grandi contenitori che contengono il cibo fresco preparato da un ente associato. Li prendono in consegna i volontari e li portano all'interno della piccola struttura.

"Quest'anno abbiamo già avuto cento volontari, mille in tutto l'anno scorso, sono settemila i profughi che abbiamo ospitato per brevi periodi in tre anni".

Si apre il portone e i volti dei ragazzini fanno capolino, silenziosi, la perfetta organizzazione li registra, utilizzando i dati riportati su un bigliettino di cui ogni ragazzo è fornito e poi lo invita ad accomodarsi ai tavoli su cui i volontari stanno posando la cena.
"Se non fossero accolti qui, dove mangerebbero e dormirebbero?" chiedo, "Non mangerebbero e dormirebbero per strada", è la risposta.

Mentre i ragazzi cominciano a sedersi con grande ordine ed educazione ai tavoli, Maryan mi porta a vedere il resto del centro, il corridoio con le brande per gli uomini, quello separato per le donne, le zone dei servizi che brillano di pulizia.

Quaranta ragazzi insieme farebbero rimbombare di grida e risate qualunque luogo, ma quei ragazzi sono silenziosi, a testa bassa consumano il cibo, affamati, un cibo buono, si nota che è fatto da persone che vogliono essere apprezzate, il pollo e il riso, i ragazzi annuiscono soddisfatti e alcuni si alzano per prendere delle pesche al bancone. 

Maryan viene chiamata fuori, mi dice di seguirla, c'è un'emergenza. Un signore di origine tunisina che risiede da anni a Milano ci porta verso una coppia a pochi metri dal portone ufficiale del Memoriale, ovviamente chiuso a quell'ora di sera. In piedi c'è una coppia di ragazzi, "vengono dal campo di Yarmuk, a Damasco, sono siriani-palestinesi". Il nome di quel luogo mi fa ricordare le notizie di terribili carneficine che ho letto qualche mese fa.  Sono marito e moglie, forse vent'anni ciascuno, lui protettivo e lei dolorante. Il medico arabo che visita e segue tutti gli ospiti del centro, ascolta il problema della ragazza, sono giorni che fa fatica a camminare a causa di una possibile infiammazione ai pedi, lo sforzo. Maryan e il medico e due altre persone di diversa origine si consultano e arrivano subito ad una decisione. I due ragazzi avranno una corsia preferenziale, mangeranno e dormiranno al centro e l'indomani si dovranno registrare presso le autorità. "Roberto è della comunità ebraica", Maryan mi presenta a tutti e tutti mi sorridono e mi tendono la mano con serenità.  I due ragazzi vengono portati dentro il centro. Tutto scorre con tale perfezione che il meccanismo sostituisce la percezione della tragedia in corso.

"I profughi arrivano ad ondate, questa dall'Eritrea, quella precedente era dalla Siria, famiglie intere con bambini", mi spiegano, "dalla Siria gli arrivi si sono ridotti per gli accordi internazionali in corso con la Turchia, i profughi rimangono in campi di paesi vicini alla Siria. Siamo attentissimi a seguire i profughi dal punto di arrivo dei treni in stazione per evitare che vengano presi di mira e diventino preda di personaggi furbi, noi li orientiamo affinché non accada".

"Avrei voluto ascoltare le loro storie ma sono solo ragazzi", dico a Maryan e ai responsabili, "Sì, sono bambini e ragazzi, ma ne hanno passate tante che un adulto non vede nella vita intera, alcuni hanno parenti in altri paesi d'Europa", mi spiegano. La prossima volta.

Non esiste questione a cui i preparatissimi responsabili di questo centro non sappiano rispondere e non esiste difficoltà che non sappiano gestire. Per i profughi dalle tirannie e dalla guerra, il Memoriale offre un punto di partenza per una vita diversa.

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"Guarda, le stelle cadenti..." diceva ieri sera un ragazzino ai suoi genitori allo Star Party che il nostro gruppo di astrofili ha organizzato in un planetario naturale alle porte di Milano, cinquecento persone a cui abbiamo mostrato con i nostri telescopi Giove, Saturno e la Luna. "Vorrei essere capace di fotografare una meteora e magari dedicarla ai ragazzi del Memoriale", ho detto ai miei amici sapendo che era quasi impossibile data la velocità degli oggetti e i cieli luminosi della metropoli. "Ciao Roberto, dammi la tua macchina fotografica e il cavalletto, te le riprendo io", la voce inattesa di un astronomo israeliano che poco dopo mi dice di esserci riuscito. Il desiderio è che un giorno diventati adulti e strappati all'indifferenza grazie al soccorso del Memoriale, i ragazzi diventino scienziati e ricercatori e creino strutture astronomiche e scientifiche nella libertà. E una sera saranno anche i loro figli a dire ai genitori :"Guarda, le stelle cadenti..."

sabato 12 agosto 2017

Frosinone: in vacanza con gli amici


Riceviamo da Paola Mignardi e volentieri pubblichiamo:

Nella bellissima cornice della Fonte di Fiuggi, la Comunità di Sant'Egidio di Frosinone ha 
trascorso un pomeriggio sereno in un clima familiare con gli amici della mensa, della stazione, gli anziani e i giovani per la pace.
Bastano poche ore in amicizia per trasformare l'estate di chi è solo in un momento di gioia. 
Tanti giochi, una ricca merenda, una passeggiata nel parco con il trenino, un gelato, balli, musica... e siamo amici tuoi!
La felicità dei bambini e ragazzi presenti è stata premiata coi giochi donati da un benefattore.
Al termine della giornata, sul pullman che li riportava a casa, tutti hanno raccontato la loro giornata di vacanza, esprimendo la speranza di ripeterla presto. Tutti hanno ricevuto qualcosa da questa "vacanza", anche le persone che non erano presenti, ma hanno voluto contribuire con generosità, come i dirigenti e il personale della Fonte Fiuggi che ci hanno accolto con simpatia.
La solidarietà ha tante mani, tanti occhi, tanti cuori, che aiutano a far crescere l'amicizia e a costruire il dialogo tra generazioni e culture diverse per un mondo più umano. 

lunedì 7 agosto 2017

Napoli, cocomero e amicizia per resistere al caldo e alla solitudine

Festa d'estate per i clochard di Napoli | VIDEO

Tradizionale appuntamento per i senza fissa dimora di Napoli quello della cocomerata d'estate organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio. Duecento "amici di strada" hanno affollato il piazzale della chiesa di San Severino e Sossio, a largo San Marcellino, per partecipare al pranzo offerto dai volontari. Bibite fresche, pasta, contorni, dolci e, ovviamente cocomero CONTINUA A LEGGERE E GUARDA IL VIDEO SU NAPOLI TODAY >> 

venerdì 4 agosto 2017

I “Giorni senza frontiere” dell’integrazione

Centinaia di giovani provenienti da tutta Italia saranno a Catania dal 9 all’11 agosto per #3GiorniSenzaFrontiere per «lasciare un’impronta di pace in una società che rischia di frammentarsi». Giunta alla quarta edizione, la manifestazione è organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio della Sicilia... CONTINUA A LEGGERE SUL CORRIERE SOCIALE >>

mercoledì 2 agosto 2017

A Santa Maria di Leuca per costruire un ponte nel Mediterraneo


Dal 10 al 14 agosto centinaia di giovani saranno a Santa Maria di Leuca per confrontarsi sulla pace, l'accoglienza ai migranti e la cooperazione. Cinque giorni di dialogo e preghiera, nell'estremo lembo del continente europeo, per guardare al futuro con speranza e costruire un ponte tra le due sponde del Mediterraneo.

Così scrivono gli organizzatori:

Attraversiamo un tempo difficile, in cui temi come il Dialogo Interreligioso, la Pace, l'Immigrazione, il ruolo dell'Europa verso i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo riempiono l'agenda politica ma appaiono distanti dalla vita delle persone. I continui riferimenti all'emergenza rischiano di spaventare e di alimentare facili populismi, finendo per spegnere i riflettori sull'importanza fondamentale dei diritti dell'uomo, sulla umanità necessaria, sulla dottrina sociale della Chiesa e sul futuro dei giovani.
Per questi motivi, proprio dai giovani arriva un contributo straordinario: si chiama "Carta di Leuca", un meeting nato spontaneamente e raccolto dal Parco Culturale "Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae" che, situato sulla punta estrema della Puglia, dell'Italia e dell'Europa immersa nel Mediterraneo, vive quotidianamente il proprio essere "ponte" tra i continenti, tra le culture, tra le genti e le fedi.
Ed ecco che centinaia di giovani, forti delle proprie diversità ma accomunati dal desiderio di "costruire ponti", intendono rispondere all'invito di Papa Francesco e riprendere le parole e la testimonianza di don Tonino Bello che - proprio qui nel Salento - continuano a fare luce come il faro di Leuca per i naviganti.
Il meeting "Carta di Leuca" si svolgerà dal 10 al 14 agosto: cinque giorni di "tavoli della convivialità" per confrontarsi sui temi che riguardano la pace, la fraternità e la cooperazione, al di là dei mari, dei muri e delle barriere, come ingredienti di futuro e di felicità.
Un evento che, edizione dopo edizione, diventa più ricco di proposte, con concerti organizzati dalla Fondazione "Notte della Taranta", momenti di svago, degustazioni tipiche, visite guidate, esperienze di ecoturismo e cicloturismo e, naturalmente, di mare.
E poi il gran finale, con la fiaccolata notturna di 11 km da percorrere a piedi, dalla tomba di don Tonino al Santuario di Santa Maria di Leuca, verso un'alba di pace, quando la proclamazione della "Carta" sul piazzale monumentale, benedetta da una Santa Messa celebrata dal Vescovo mons. Vito Angiuli, diventerà un appello di Pace che i giovani rivolgeranno ai potenti della Terra, per lanciare un nuovo forte appello per promuovere un Mediterraneo "porto di fraternità", chiedendo maggiore sensibilità verso la Custodia del Creato e il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.
L’evento gode del partenariato della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Agenzia Nazionale Giovani, di Focsiv, Comunità Sant'Egidio, Migrantes, Pax Christi, Caritas Italiana, Cofcooperative, Federculture, Centro Sportivo Italiano, Fondazione con il Sud, Banca Etica, Finetica, Regione Puglia e numerose altre autorevoli realtà capaci di proiezione internazionale.

Maggiori informazioni
www.camminidileuca.it
info@camminidileuca.it