mercoledì 19 giugno 2013

Roma multietnica ha un sogno: che nessuno sia straniero



Invitati dalla Comunità di Sant’Egidio, eravamo più di 400 nel cortile della parrocchia dei santi Marcellino e Pietro per un pomeriggio di festa all’insegna dell’amicizia e della conoscenza reciproca.

La scelta del luogo non è stata casuale: a sfondo della festa il mausoleo di Sant’Elena, bellissimo edificio del IV secolo (fatto costruire dall’imperatore Costantino per sé ma poi donato alla madre morta nel 328) con le sue pignatte è l’origine del toponimo Torpignattara.

In un susseguirsi di spettacoli e testimonianze, in tanti hanno voluto lanciare dal quartiere più longevo e multietnico un messaggio alla nostra città:un'alleanza tra le generazioni e i popoli rende Roma più bella!

In questo quartiere storico e coloratissimo da alcuni anni la Comunità di Sant’Egidio ha aperto una Scuola della pace animata dai Giovani per la Pace e da giovani  universitari; è presente anche la Scuola di Lingua e Cultura Italiana, per favorire l’integrazione e creare una nuova cultura del convivere.

Tra i tanti intervenuti alla festa, gli anziani del Centro Isidoro di Carace “Casa delle Culture e delle Generazioni” che oltre ad allietarci con alcuni stornelli ci hanno raccontato come siano stati conquistati dalla visita dei bambini della Scuola della Pace, animata dagli universitari di Sant’Egidio, che qualche tempo fa sono andati ad invitarli.
Vincenzo, che sono 92 anni che vive a Torpignattara, ci ha raccontato di questo quartiere e della sua vocazione all’accoglienza. Quando lui era giovane tanti arrivavano dal sud Italia senza nulla nella speranza di un futuro migliore per sé e per i figli (i tanti baraccati che vivevano lungo le mura) e oggi in tanti cercano un futuro migliore trovando casa qui da ogni parte del mondo. Rivolto ai bambini presenti, originari di tantissimi paesi e di tante religioni ha detto “grazie, a voi e alle loro famiglie, grazie, perché voi siete belli, siete venuti a colorare questo nostro quartiere, grazie perché voi siete il nostro futuro, e guardandovi il futuro è bellissimo!”

Un coro di voci ha poi sottolineato che vivere insieme è possibile e bello:
Gli studenti della scuola, che grazie a lezioni in orari congeniali alla loro vita di lavoratori, hanno potuto apprendere la lingua, e con la lingua un mondo che è l’Italia con la sua storia e la sua cultura, ma è anche la conoscenza di nuove culture e tradizioni diverse da quella d’origine.
Il parroco, ospite dell’evento, che ha detto come l’impegno per la pace ci accomuna tutti ed è la strada per convivere ovunque ancor più in questo quartiere così colorato.
Anche il responsabile della scuola coranica della “Moschea di Roma”, una delle 2 piccole sale di preghiera presenti nel quartiere, ha voluto fare un saluto e ribadire come la Pace sia la radice di ogni fede e rivolto ai partecipanti ha ringraziato per questo momento comune radice di quel vivere insieme bello e necessario.
Roberto Borsi della Comunità di Sant’Egidio ha poi voluto fare un saluto e sottolineare come questi momenti ci rafforzino nella nostra convinzione che vivere insieme è possibile, che una città concepita come una casa di tutti è una città più bella, e ha ribadito il nostro impegno a costruirla, citando il manifesto di Genti di Pace, ha poi concluso: “Siamo genti di pace. Abbiamo tutti un sogno: che i popoli vivano insieme, perché nessuno sia più straniero. Vogliamo vivere un movimento tra genti diverse, dove le diversità siano un valore. Siamo Genti di Pace”

Cuore della festa il Musical “Noi l’Italia di domani” realizzato dai bambini della scuola della Pace. che attraverso canzoni, parole e soprattutto i volti sorridenti dei bambini ha ripercorso la storia dell’Italia e in un viaggio musicale che ha toccato tutti i continenti ci ha fatto scoprire che gran tesoro è avere il mondo che abita alla porta affianco.
A termine dell’esibizione un appello è stato lanciato per sottolineare l’urgenza e la necessità di una riforma della legge sulla cittadinanza, in particolare per quanto riguarda i bambini, che nati o arrivati in Italia piccolissimi, qui si formano, e italiani si sentono, perché è qui che crescono e non importa se i tuoi genitori sono nati altrove, ma ad oggi la legge non li riconosce.

La Probash Nittocola Accademy, un gruppo di ballo bangladesh, ci ha allietato con le sue musiche orientali e gli abiti coloratissimi.

Sulle note dell’orchestra di Babu Bangal ci siamo poi salutati con il desiderio di restare e di rivedersi presto.

Anna

5 commenti:

  1. Bellissima festa, allegra e colorata, immagine di come dovrebbe (dovrà) essere la città del futuro. Festa di genti diverse, di persone che hanno sperimentato che il diverso non solo non fa paura, ma arricchisce e rende piena la vita.

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  2. Veramente una bella festa! questa è la Torpignattara che ci piace!
    Ritrovarsi insieme in un caldo ma gioioso pomeriggio domenicale anziani e bambini, italiani di oggi e italiani di domani: vivere insieme è possibile e ce lo avete dimostrato.
    A quando la prossima?

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  3. Bellissimo!!! Concordo con Vincenzo...questo è il futuro...ed è bellissimo! Complimenti e grazie a tutti! Mi viene voglia di trasferirmi a Torpignattara!
    Valter
    PS ma è possibile sapere qualcosa di più sul musical "Noi l'Italia di domani" dei bambini della Scuola della Pace?! Grazie ciao

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  4. guarda altre foto dell'evento qui:
    https://www.facebook.com/events/204083446382140/

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