martedì 28 febbraio 2017

La pacifica invasione di Trastevere


Tantissimi bambini si sono radunati, con le loro famiglie, sabato scorso a Trastevere su invito della Comunità di Sant'Egidio. Insieme hanno trascorso un pomeriggio all'insegna dell'amicizia e dell'allegria del Carnevale, lanciando un messaggio di pace. 


Non è stata solo una festa di Carnevale, ma molto di più: mano nella mano i bambini hanno sfilato per le vie e le piazze di Trastevere per testimoniare la bellezza del vivere insieme, manifestare il desiderio di costruire una città dove c'è posto per tutti e il rifiuto di ogni violenza.

Fate, Supereroi, ma anche famosi personaggi del cinema e animaletti, nella magia del Carnevale hanno creato un arcobaleno allegro e coinvolgente dove tutti hanno trovato un posto anche i tanti piccoli profughi dalla Siria, giunti nell'ultimo anno grazie ai Corridoi Umanitari, che hanno così festeggiato il loro primo Carnevale.








lunedì 20 febbraio 2017

Ricordare la Shoah per costruire una società accogliente

di Sergio Casali

Piero ricorda ancora la fuga per sfuggire dalla persecuzione. Aveva cinque anni, alle sue spalle la dittatura che ucciderà tredici parenti, davanti a sé un muro di filo spinato, la durezza della guardia di confine e l’angoscia estrema di suo padre: “se non ci fate passare – Piero ha ancora presenti alla memoria le parole disperate del papà – mi do fuoco con tutta la mia famiglia”. Piero è Piero Dello Strologo, 81 anni, presidente del Centro culturale Primo Levi e voce autorevole in città. Lunedì a una sala gremita di giovani ha raccontato la sua storia, quella di un bambino ebreo genovese che si scoprì “diverso” e poi “nemico” per il suo stesso Paese: poi la fuga e la vita da rifugiato in Svizzera, mentre sul popolo ebraico si abbatteva la violenza omicida della Shoah. “Di tante volte che ho portato la mia testimonianza – ha spiegato – questa è quella che mi commuove di più, perché lo faccio accanto a un giovane che oggi vive un’esperienza simile alla mia”. Con lui, infatti, c’era Yaya Kongyra, giovane gambiano perseguitato dalla dittatura a causa della sua attività politica. Anche il suo è il racconto di un viaggio della speranza: il deserto, le violenze in Libia, la paura sul barcone nel Mediterraneo e poi l'incontro con la Guardia Costiera italiana e l'apprensione nell'attesa della risposta alla richiesta d'asilo politico. Ascoltare questi racconti è un'esperienza di memoria e di costruzione di una cultura condivisa. Aiuta a comprendere la storia per non lasciarsi ammaliare dalle sirene del populismo volgare che propone soluzioni facili a problemi complessi. Ma, soprattutto, aiuta ciascuno di noi – forse la prima generazione europea a non aver vissuto un conflitto – a comprendere che cos’è veramente la guerra, proprio in un tempo che sembra riabilitare l’idea dell’intervento armato come soluzione praticabile alle tensioni globali. Quel bambino di settant’anni fa e questo giovane africano mostrano con la loro vita che la guerra è la più grande di tutte le povertà e, come diceva papa Giovanni Paolo II “un’avventura senza ritorno”. In una società che ambisce a definirsi smart, ma in cui tutto è virtuale, siamo grati ai testimoni del dolore, perché ci fanno il dono prezioso di un'intelligenza della vita e della storia.


Da "Il Secolo XIX"

Guarda il servizio del TGR Liguria


venerdì 17 febbraio 2017

A San Valentino, pranzo e festa per gli anziani di Terni

Il 14 febbraio, si sa, è San Valentino. Pochi invece sanno che il patrono degli innamorati era originario di Terni ed a soli 21 anni, nel 197, venne consacrato vescovo della cittadina umbra, in cui è venerato da secoli come patrono. Ed è così, che per onorare la festa di San Valentino, la Comunità di Sant’Egidio di Terni organizza da anni un pranzo con gli anziani che vivono soli o in istituto. “Una tradizione di solidarietà che vivifica la memoria del nostro patrono - scrivono i responsabili della Comunità di Terni - stando vicino ai nostri anziani, in un clima di festa e familiarità”. Al pranzo non è voluto mancare il vescovo Giuseppe Piemontese, che ha voluto salutare uno ad uno gli invitati e gli organizzatori del pranzo... continua a leggere

mercoledì 1 febbraio 2017

Il segreto dei corridoi umanitari? L'accoglienza diffusa

Sono arrivati in 40 dalla Siria via Beirut, ancora una volta con i corridoi umanitari, promossi dal dicembre 2015 da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese. 
Il primo gruppo del 2017 fa salire a 540 il numero complessivo di coloro che hanno potuto raggiungere l’Europa in sicurezza, legalmente, senza cadere nelle mani dei trafficanti. Entro la fine dell’anno gli arrivi saranno 1000.