venerdì 28 ottobre 2016

Angelo e Annamaria, ex senzatetto: prima la casa, poi il matrimonio

Oggi raccontiamo una bella storia. 

Angelo e Annamaria, ex senzatetto di Genova, dopo aver ricevuto in dono una casa da un benefattore sono convolati a nozze. «Non avrei mai pensato di ritrovarmi sposato a 50 anni - ha raccontato lo sposo al Secolo XIX - non ho ancora realizzato, ringraziamo la Comunità di Sant'Egidio e tutti quelli che ci hanno sempre aiutato»

Continua a leggere e guarda il video di Alberto Maria Vedova su "Il Secolo XIX"

sabato 22 ottobre 2016

Alla Luiss il pranzo è servito: menù a base di amicizia, pace e integrazione

"Bello, Bellissimo!". Con queste parole Chiara, matricola di Giurisprudenza, da solo un mese a Roma, ha commentato il pranzo organizzato dagli universitari della Comunità di Sant'Egidio. Il pranzo si è svolto nella mensa di viale Romania ed è stato offerto dall'Università LUISS e dalla società Compass che fornisce i pasti. 

Senza dimora, bambini delle Scuole della Pace, profughi siriani, anziani hanno pranzato in un clima di festa insieme a un centinaio di universitari. Gli studenti hanno incontrato per la prima volta tante storie di povertà e solitudine, come quella di Gina, pensionata che vive su una panchina; ma anche di gioia e speranza, come quella dipinta sul volto di Faiza, bimba del Bangladesh.

Come ha esclamato Federico, matricola di Scienze Politiche nipote di ristoratori cinesi immigrati in Italia: "E' proprio bello mettersi al servizio degli altri insieme a un bel movimento di giovani!"

mercoledì 19 ottobre 2016

Una famiglia di profughi siriani "adottata" a Bari: un modello di integrazione

Un "modello adottivo". Così Daniela Pompei, responsabile dei servizi ai migranti della Comunità di Sant'Egidio,  ha definito il sistema italiano di integrazione in un panel dell'incontro "Sete di Pace" ad Assisi.
Sono passati quattro mesi dall'arrivo in Italia degli ultimi rifugiati siriani con i corridoi umanitari. E se si scorrono le foto dell'album della famiglia Mahajna, arrivata a Bari lo scorso 16 giugno, proprio di adozione bisogna parlare. Ahmed e Fatima, di origini palestinesi, vivevano coi quattro figli in un sobborgo di Damasco, teatro di scontri, attentati e rapimenti. Di qui la decisione di fuggire in Libano dove tiravano avanti con fatica: niente scuola per i bambini, un lavoro saltuario da imbianchino per il papà. Poi l'incontro con gli operatori di Sant'Egidio e delle Chiese protestanti italiane, che hanno proposto loro la possibilità di venire in Italia in modo sicuro e legale: il corridoio umanitario.
Ora la famiglia è ospitata in un appartamento messo a disposizione dalla parrocchia del Preziosissimo Sangue in San Rocco, nel centralissimo rione Libertà, ed è aiutata da una generosa rete di sostenitori: tra visite di amici e feste di compleanno, la famiglia siriana non ha avuto difficoltà ad ambientarsi. 
Alle spalle la guerra e la miseria dei campi profughi, tutti si sono concentrati nell'apprendimento della lingua italiana: anche a luglio e ad agosto, non sono mancate le lezioni, possibili grazie alla disponibilità di numerosi volontari. 

Ma la presenza della famiglia siriana tra i vicoli di Bari ha scatenato una vera e propria gara di solidarietà: tanti si sono offerti di aiutare, contribuendo a far sentire a casa propria quella famiglia fuggita dall'orrore della guerra in Siria. 
Anche i bambini della Scuola della Pace hanno adottato Khaled e i suoi tre fratellini. Prima ancora che arrivassero in Italia, il piccolo Denny ha voluto dedicare ai suoi nuovi amici siriani un disegno coloratissimo: coi corridoi umanitari in Italia si arriva volando!



sabato 15 ottobre 2016

Torna "Games4Peace": sport all'insegna dell'amicizia e dell'integrazione

"Games4Peace, Sport & amicizia con i profughi di Padova" al Portello il 16 ottobre 2016 Eventi a Padova

Torna "Games4Peace", la giornata all'insegna dello sport e dell'amicizia tra italiani e nuovi europei promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e dai Giovani per la pace di Padova domenica 16 ottobre.
Nello storico quartiere del Portello, si alterneranno giochi e partite di calcio e pallavolo, a cui parteciperanno squadre rigorosamente miste, composte da ragazzi padovani, studenti fuori sede e giovani profughi.
Si tratta della seconda edizione della manifestazione “Games4peace” che lo scorso anno ha visto la partecipazione di centinaia di giovani. Nell’invito ai loro coetanei i Giovani per la Pace affermano: “Vogliamo divertirci, cancellare gli stereotipi, abbattere le barriere. Siamo convinti che occorre costruire ponti non muri: ci sono tante energie buone. La divisione e l’indifferenza si combattono anche così, ritrovandosi in un campo di calcio o di pallavolo per ricordarci che in fondo non c’è alcuna differenza fra un giovane africano ed uno italiano! Certo, le storie di provenienza sono diverse, ma vogliamo sognare che si può costruire un futuro insieme. Padova ha spesso mostrato un volto duro nei confronti di chi è straniero e profugo. Dai giovani può nascere un movimento di ribellione pacifica all’indifferenza e all’esclusione”.

Leggi la notizia su "Avvenire" del 18 ottobre 2016