mercoledì 23 dicembre 2015

Il Natale a Poggioreale, dove il presepe è in una cella


La vita può ricominciare anche in carcere. Nell'Anno santo della misericordia, è questo il messaggio di speranza, che la Comunità di Sant'Egidio ha portato con il pranzo di Natale nel carcere di Poggioreale. Alla tavola della festa, apparecchiata nella cappella del carcere, 150 detenuti, cristiani e musulmani, insieme a mons. Pasquale Cascio e all'imam Nasser Hidouri, che ha voluto sottolineare il valore dell'amicizia tra credenti di religioni diverse per "unire le forze contro il male che si è manifestato a Parigi". Poggioreale uno degli otto pranzi di Natale, che Sant'Egidio organizza nelle carceri della Campania, cercando di includere tutti i detenuti, anche quelli che non hanno parenti in Italia e quindi non ricevono visite, o quelli ricoverati nei reparti medici.


Guarda il servizio del TGR Campania

lunedì 21 dicembre 2015

In carcere, il senso del Natale e della libertà

Riceviamo alla mail gliamicideipoveri@gmail.com e volentieri pubblichiamo:




Qualche ora senza cellulari né borse né niente. Un'altra dimensione. Tante facce emaciate. Denti marci. Capillari rotti. Tatuaggi. Sguardi nel vuoto. Occhi stanchi. Pelle e vita consumate  Ci sediamo a tavola. Due minuti di conversazione e già conosco il casellario giudiziale della metà dei commensali. 
Con me sono gentili. Uno senza peli sulla lingua: "Io so 'n Casamonica, chi jo da 'n lavoro a 'n Casamonica? Tu mo daresti?". Un altro: "Io sto qua da 18 anni, sai da quanti anni non faccio natale? Da 18". Domande: "Ah, quindi siete della Comunità di Sant'Egidio... ma alla comunità vostra aiutate i tossicodipendenti? Se ci vengo m'aiutate? È 'na vita che tiro avanti col metadone". Continuiamo a mangiare, arriva il panettone, io volevo quello al cioccolato ma mi è capitato ai canditi. M., che - non si direbbe - ma ha alle spalle un omicidio e due tentativi, scambia il suo col mio. Poi non lo mangia, i canditi in realtà non gli piacciono  
Arriva il momento della tombola  "Ah, c'avemo pure a tombola? Me sto a sentì a casa. Dio ve benedica". Un altro più ironico e buontempone: "Se famo tombola vincemo 'a libertà?". Chiamano il numero 92, uno di loro controlla le sue cartelle. Grasso, grosso, cicatrici e tatuaggi, apparentemente rude. Gli faccio notare che a tombola il 92 non esiste, lui, imbarazzato: "E che ne so? Io a tombola non c'ho mai giocato..." 
Poi il karaoke. Spostiamo le sedie nell'altra stanza, qualcuno mi aiuta  Emanuele con una bellissima voce canta "Adesso tu", un altro "Cercami". Nel frattempo un senegalese dal perfetto italiano mi ringrazia commosso per questa giornata. Mi dice che per loro il mondo rimane là fuori, non esistono per nessuno. I tossici fanno schifo. Poi ancora un ringraziamento, nella sua lingua, allora mi abbraccia e ci scambiamo gli auguri. Arriva il momento dei regali, altri ringraziamenti. "Grazie. C'avete fatto uscì du' ore dar carcere". Alla fine, sparecchiando e riassettando, nelle aule scuola dove studiano e dove oggi abbiamo mangiato, leggiamo su un banco "Dove niente ha più un senso. Qui" E un'altra scritta, lasciata da qualche ottimista: "Solo chi ha vissuto il profondo nero dell'abisso può vedere le stelle". Io, che per fortuna nell'abisso non ci sono sprofondata, oggi ho comunque toccato le stelle e trattenuto a forza le lacrime. Proprio lì, a Rebibbia, dove per qualcuno nulla ha più un senso, io ho ritrovato quello vero del natale e della libertà.
Maria Laura Perrone

domenica 20 dicembre 2015

Gli artisti disabili di Sant'Egidio al Festival Mediterraneo dell'Incontro



Il Laboratorio Museo d'Arte Sperimentale della Comunità di Sant'Egidio #amicidisabili #amicisenzalimiti è stato invitato ad aprire il Festival Mediterraneo dell'Incontro, sul tema dei migranti e delle popolazioni rom, promosso dall'Associazione Culturale Etnochoreia, presso l'Auditorium Santa Chiara di Roma. Sono state esposte le opere "Naufragio" e "Kampina" della mostra dal titolo Living Together: l'arte di vivere insieme. Annamaria Cordone, in rappresentanza degli artisti con disabilità della Comunità di Sant'Egidio, parlando della sua opera "Naufragio" ha spiegato di essersi resa conto "che molte volte vivere insieme è difficile. Lo vediamo in questo periodo, con tante guerre e tanti profughi che perdono la vita nei loro paesi e purtroppo anche nei viaggi in cerca di un futuro diverso, come nei terribili naufragi di questi periodi... ma noi nonostante queste difficoltà non vogliamo rinunciare a sognare." Annamaria ci esorta a credere che "un mondo per tutti è possibile, un mondo dove si possa vivere insieme nonostante le diversità." Conclude affermando che "vogliamo continuare a lavorare insieme per realizzarlo nei nostri quartieri, nella nostra città e in tutto il mondo."

Parte dell'incasso della serata è stato devoluto in beneficenza per i pranzi di Natale con i poveri della Comunità di Sant'Egidio.
















venerdì 18 dicembre 2015

A Sant'Egidio, un presepe che unisce e accoglie tutti

In ogni famiglia, prima di Natale, viene il momento in cui preparare il presepe. Anche nella chiesa di Sant'Egidio a Trastevere, in questi giorni si prepara il presepe: Gesù nasce in mezzo ai poveri, i senza dimora, gli anziani, i profughi, i rom, i disabili. Attorno al bambino, a Maria e a Giuseppe ci sono uomini e donne di ogni fede, perché il presepe unisce e accoglie tutti.


Guarda gli auguri di Marco Impagliazzo e di tutta la Comunità di Sant'Egidio per questo Natale della Misericordia. #mercychristmas

mercoledì 16 dicembre 2015

I corridoi umanitari, un accordo di pace per salvare vite umane

Con l’accordo siglato il 15 dicembre tra lo Stato italiano, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) e la Comunità di Sant’Egidio si aprono i corridoi umanitari da Marocco, Libano ed Etiopia. Si tratta del primo progetto che, nel pieno rispetto della legge italiana ed europea, mira a contrastare i viaggi della morte.
Potranno ricevere un visto valido per il territorio italiano 1000 persone in situazione di vulnerabilità (donne sole con bambini, vittime di tratta, anziani, persone con disabilità o affette da gravi patologie), cui verrà fornita assistenza legale, ospitalità e accoglienza. Nulla a scapito della sicurezza, dal momento che tutti coloro che transiteranno attraverso i corridoi umanitari saranno identificati e dovranno depositare le loro impronte digitali.
Il programma dei corridoi umanitari – ha detto Marco Impagliazzo – è come un accordo di pace, che salverà tante vite. Ed è un segnale importante che avvenga all’inizio dell’Anno santo della Misericordia”. Il pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI, ha affermato che l’accordo sui corridoi umanitari rappresenta “una buona pratica per l’Italia e per l’Europa” e intende rispondere al precetto biblico dell’accoglienza dello straniero. Per il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, ha sottolineato il carattere ecumenico del progetto, nato dalla collaborazione tra le Chiese evangeliche italiane e Sant’Egidio, da anni già impegnate nel lavoro di accoglienza e integrazione.
I prime mille beneficiari dei corridoi umanitari verranno accolti dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma e in altre città italiane, mentre la Chiesa Valdese metterà a disposizione alcune strutture di accoglienza in Sicilia, Toscana e Piemonte.

Leggi l'intervista a Daniela Pompei sui corridoi umanitari

mercoledì 9 dicembre 2015

Senza dimora, la Roma della Misericordia domani al funerale di Evasio

Il luogo dove dormiva Evasio.
Si terranno nella parrocchia di Nostra Signora di Coromoto ai Colli Portuensi giovedì 10 dicembre alle 14,30 i funerali di Evasio, l'uomo senza fissa dimora morto la settimana scorsa. Evasio, con la sua simpatia travolgente, aveva conquistato il cuore di tanti abitanti di Monteverde e Portuense. La preghiera che la Comunità di Sant'Egidio ha organizzato in suo ricordo ha raccolto centinaia di persone. Tantissimi parteciperanno domani al suo funerale, che sarà presieduto da mons. Paolo Selvadagi, vescovo ausiliare di Roma Ovest: in una Roma, che è stata macchiata in questi mesi da mafia capitale, sarà al contrario un'espressione popolare di solidarietà e di vicinanza a chi soffre. Perché Roma ha un cuore ed è necessario dimostrarlo all'inizio del Giubileo della misericordia.

lunedì 7 dicembre 2015

Il bene è contagioso: auguri a don Giuliano Savina, parroco milanese amico dei poveri!

Oggi, 7 dicembre, è la festa di sant'Ambrogio, patrono di Milano e grande difensore dei poveri. Per l'occasione il parroco milanese don Giuliano Savina verrà premiato con l'Ambrogino d'oro. L'onorificenza del Comune di Milano gli verrà conferita per il suo lavoro con i poveri di Greco, quartiere alla periferia nord di Milano.
Durante l'Expo don Giuliano ha riadattato i locali del cinema parrocchiale, abbandonati da anni, e grazie al cibo scartato e alla collaborazione di grandi chef ha avviato una mensa. Ora l'Expo è finito, ma la mensa continua ogni sera a dar da mangiare a 90 poveri. Intervistato da Stefano Pasta della rivista "Credere", don Giuliano dice: "E' un premio a tutta la comunità parrocchiale per aver saputo accogliere, ascoltare, guarire le paure e le ansie del quartiere. Tutto questo dimostra come il bene e il bello siano contagiosi. La Chiesa forte non è quella che mostra i muscoli, ma quella che non ha paura perché vive il Vangelo".
A don Giuliano e ai parrocchiani di Santa Maria Goretti, i nostri migliori auguri di #mercychristmas!

Leggi la notizia su "Credere"

venerdì 4 dicembre 2015

In Argentina giovani e anziani verso il #mercychristmas


Si avvicina il Natale, ma in Argentina è primavera! Anzi la primavera è iniziata da poco. Per questo la Comunità di Sant’Egidio e i Giovani per la Pace hanno organizzato una festa speciale per i sessanta anziani della Casa Marin di San Isidro, nel nord del paese. Addobbi e decorazioni, realizzati per l'occasione dai bambini, hanno abbellito il teatro dell'istituto, che ha ospitato il concerto di un'orchestra blues e uno spettacolo di salsa. 

La compagnia di tanti bambini e ragazzi, la musica e il ballo hanno creato il clima giusto per la festa. Tutti gli anziani hanno iniziato a cantare e ballare: anche chi stava in sedia a rotelle si muoveva al ritmo della musica! Molti anziani hanno deciso di mascherarsi indossando cappelli e collane. Un’anziana di nome Anna Maria ha voluto prendere la parola alla fine della festa, esprimendo un profondo ringraziamento che ha commosso tutti.
La festa a San Isidro è solo una delle iniziative dei Giovani per la Pace in Argentina, che si preparano a vivere il Natale della Misericordia. Pochi giorni fa, si è tenuto il Rigiocattolo a Buenos Aires. Dopo alcuni mesi di raccolta dei giocattoli usati e la selezione di quelli in buono stato, la vendita è stata nella Piazza Guemes del quartiere porteño di Palermo. Lì i bambini delle Scuole della Pace hanno distribuito volantini, invitando i passanti a fermarsi e ad acquistare un giocattolo facendo un gesto di solidarietà nel rispetto dell'ambiente. Il ricavato della vendita sarà utilizzato per costruire uno spazio dedicato ai bambini della comunità Com Caia del popolo Mocoví, nella periferia di Santa Fe, dove vivono più di 100 famiglie in condizioni precarie.

giovedì 3 dicembre 2015

Giovani e homeless: più di un'amicizia, un'alleanza. Guarda il video!


La nostra giornalista Giulia Giorgi ha trascorso un'intera serata con alcuni giovani volontari della comunità di Sant'Egidio. Studenti universitari che hanno deciso di donare il loro tempo agli altri.Servizio di Giulia GiorgiRealizzato da Nicola Moruzzi per The Companyforum@mediaset.it
Posted by Forum on Mercoledì 2 dicembre 2015

martedì 1 dicembre 2015

Con Sant'Egidio a Napoli impariamo l'italiano e la lingua del cuore

In un clima di grande festa e simpatia, oltre 500 nuovi europei hanno ricevuto a Napoli i diplomi della Scuola di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant’EgidioMolto toccanti sono state le testimonianze di alcuni studenti.
Mohan, dello Sri Lanka, ha detto che la Scuola ha colmato il vuoto che lo accompagnava da quando aveva lasciato la sua famiglia: “In questa Scuola non importa chi sei, da dove vieni, se sei ricco o povero, nemmeno il colore della pelle. Siamo tutti fratelli e sorelle”
Talween, dell’India, ha detto che la Scuola è una grande esperienza di integrazione e di fraternità: “Oggi faccio parte del Movimento Giovani per la Pace. Con altri ragazzi italiani ci incontriamo per preparare i pasti per i senza dimora. Aiutare gli altri mi dà immense soddisfazioni, perché posso ricambiare il tanto affetto che ho ricevuto in Comunità”
Ousmanne, profugo da poco giunto in Italia, ha ringraziato Andrea Riccardi per avere creato nel cuore delle città europee luoghi gratuiti di umanità e accoglienza per chi fugge dalla guerra. Gulnara, di fede musulmana, ha detto: “Sono molto preoccupata per i terroristi che usano il nome di Dio per fare la guerra. Dio infonde pace in tutti. Io sono musulmana e condanno ogni manifestazione di terrore”. 
Cyprian della Nigeria, in compagnia dell’anziano che assiste, ha affermato che a Scuola ha imparato la lingua del cuore e dell’apertura verso chi è debole. 
Alla manifestazione ha partecipato la pastora Dorothea Muller della Chiesa Valdese di Napoli che ha ringraziato Sant'Egidio per l’accoglienza ai profughi e per la comune condivisione del progetto dei corridoi umanitari da attivare nelle zone di guerra.    
Buona parte degli attestati sono rappresentati dai diplomi della Scuola, spesso utilizzati dagli immigrati come titoli per la ricerca di lavoro; 75 sono le certificazioni CELI dell’Università per Stranieri di Perugia, 10 studenti hanno conseguito la licenza di scuola secondaria di primo grado, grazie al protocollo d’intesa sottoscritto con l’I.C. Casanova- Costantinopoli di Napoli.
Alla Scuola sono gemellate varie esperienze scolastiche che in altri luoghi della Campania si prodigano in modo gratuito nell’insegnamento della lingua italiana. Lo scorso anno, grazie alla collaborazione di 19 maestri della Comunità, sono stati attivati 31 corsi gratuiti di lingua e cultura italiana, di cui 18 di base, distribuiti su 6 giorni della settimana.

lunedì 30 novembre 2015

Il ristorante Kamu, una trattoria degli Amici in Finlandia

Lo staff di "Kamu"
Oltre 3000 km separano Roma dalla cittadina finlandese di Hamina. Ma si sa, l'amicizia non ha frontiere. Soprattutto se si tratta degli Amici, il movimento di persone con disabilità promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Così nel 2012, ispirati dalla Trattoria degli Amici, un gruppo di persone con disabilità di Hamina ha deciso di aprire un ristorante. Il locale si chiama "Kamu", che in finlandese significa "Amico", vi lavorano nove persone con disabilità e ospita una mostra di dipinti, opera di artisti disabili. Recentemente sono stati a Roma per visitare la Trattoria degli Amici e, tornati a Hamina, hanno scritto: "L’incontro con voi e le cene nella vostra Trattoria sono stati i momenti più importanti del nostro viaggio a Roma, siamo stati proprio alla grande. Uno dei nostri Amici ha detto che questo viaggio è stata la cosa più bella che gli era capitata nella sua vita".
Oggi "Kamu" è un locale di successo e rappresenta il primo ristorante "Valgo Anch'io" fuori dall'Italia, il marchio promosso dalla Comunità di Sant'Egidio per le aziende che offrono un lavoro di qualità alle persone con disabilità.


Il locale "Kamu" ad Hamina
Visita il sito web della Trattoria de Gli Amici

martedì 24 novembre 2015

Sant'Egidio in Germania: accoglienza, scuola e integrazione dei rifugiati

Guarda il reportage sul lavoro delle Comunità di Sant'Egidio tedesche per l'integrazione dei rifugiati. Dal programma TODAY di TV2000


mercoledì 18 novembre 2015

Italiani e nuovi europei uniti nel ricordo di Corazon Abordo Perez

Il 14 novembre centinaia di italiani e filippini si sono ritrovati assieme ai familiari di Corazon Abordo Perez, la giovane donna filippina morta lo scorso maggio, dopo essere stata investita alla fermata dell'autobus. Durante la preghiera promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e presieduta da mons. Paolo Selvadagi, è stata posta un'immagine di Maria madre del Signore ed una targa con una preghiera. Nei mesi scorsi, il luogo dove Cory è stata investita, nel quartiere di Primavalle, è divenuto un punto di incontro e di amicizia tra italiani e nuovi europei - bambini, giovani e anziani - segno della volontà comune di costruire una città senza odio e violenza.

martedì 17 novembre 2015

Mons. Vincenzo Paglia porta a Damasco la solidarietà di papa Francesco


Un dono speciale di papa Francesco alle famiglie siriane, che nel prossimo inverno dovranno sopportare un freddo terribile. Questo il motivo della missione a Damasco di mons. Vincenzo Paglia, che il 15 e 16 novembre ha portato in Siria seimila copie del Vangelo di Luca in arabo e un aiuto di 110mila euro. "E' un segno di vicinanza, sostegno, amicizia e solidarietà del Papa a queste famiglie che stanno vivendo da 5 anni il dramma terribile della guerra", ha detto mons. Paglia, che ha spiegato come gli aiuti verranno distribuiti dai vescovi siriani tra le famiglie più bisognose. Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ha aggiunto: "La guerra è la madre di tutte le povertà. Ho visto con i miei occhi tante famiglie che vogliono scappare e uscire dal Paese e poi tantissimi giovani che scappano per evitare il servizio militare. Resta comunque la voglia di pace. Anche il mondo musulmano guarda al Papa come l’unico che potrebbe far tornare la pace, l’unico sul quale confidano perché non ha nulla da difendere per sé".

mercoledì 11 novembre 2015

Ban Ki-Moon ricorda la sua visita a Sant'Egidio

In un articolo sul "Corriere della sera", Ban Ki-Moon ritorna sulla sua visita alla Comunità di Sant'Egidio e propone ai governi europei di sviluppare una risposta globale ai flussi di massa delle popolazioni. Così scrive il Segretario generale dell'ONU: 

«Non ci piace crescere in un mondo in guerra perché è stupido e anche chi vince finisce per soffrire».Queste parole forti, più schiette e più chiare di tutte quelle che io abbia mai ascoltato nei miei incontri con i governanti mondiali, hanno una fonte ancora più autorevole: i bambini sopravvissuti a conflitti, povertà, privazioni, e perfino alle mani criminali dei trafficanti di esseri umani. Queste parole facevano parte di una poesia che alcuni bambini mi hanno letto alla «Tenda di Abramo» della Comunità di Sant’Egidio al centro di Roma, uno dei tanti centri per rifugiati che ho visitato nelle scorse settimane in giro per l’Europa per mostrare solidarietà, sulla scia di tanti incontri passati con famiglie nei campi in Libano, Giordania, Turchia e altri Paesi ospiti.

Continua a leggere l'articolo sul Corriere.it

martedì 10 novembre 2015

A Nettuno cristiani e musulmani insieme per la pace

Oltre duecento persone hanno risposto all'invito della Comunità di Sant'Egidio, partecipando a una preghiera per la pace interreligiosa presso il Santuario della Madonna delle Grazie e Santa Maria Goretti a Nettuno. Mentre i cristiani celebravano la liturgia con i padri passionisti, custodi del santuario, alla presenza di un prete della Chiesa ortodossa romena, i musulmani recitavano la loro preghiera del tramonto nel porticato insieme a Salameh Ashour, presidente della comunità palestinese di Roma. I musulmani sono giovani africani, provenienti da Ghana, Mali, Senegal, Nigeria, attualmente accolti in due centri per richiedenti asilo a Nettuno. Tutti poi si sono radunati sul sagrato per ascoltare alcune testimonianze e l'appello della preghiera per la pace di Tirana. Dopo il ricordo dei paesi in guerra, accompagnato dall'accensione delle candele, il cielo si è riempito di palloncini colorati con la scritta "pace", come per indicare che tra il santuario, il mare e il cielo vi è un ponte che chiama i credenti di ogni religione a costruire un movimento per la pace.

lunedì 9 novembre 2015

La Trattoria de Gli Amici: lavoro, inclusione e simpatia

La "Trattoria de Gli Amici" non è un semplice ristorante. Nata dalla sfida dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, rappresenta un modello di impresa di successo, che valorizza le risorse di ognuno: insieme lavorano persone con disabilità, professionisti della ristorazione e amici della Comunità di Sant'Egidio che aiutano gratuitamente. Al programma "Buongiorno Regione" del TGR Lazio, Diego Proietti spiega con irresistibile simpatia quant'è bello lavorare alla "Trattoria de Gli Amici".

venerdì 6 novembre 2015

Sant'Egidio, Comitato di quartiere del Torrino, rom e rifugiati: insieme per l'ambiente

Ex area camper Tor di Valle: una task force multietnica rimuove 80 sacchi di rifiuti
Sabato 31 Ottobre un gruppo di 10 ragazzi rifugiati ospito dello sprar di Mostacciano, alcuni abitanti del quartiere, una rappresentanza del comitato di quartiere Torrino-Mostacciano, due famiglie di rom romeni si sono ritrovati insieme alla Comunità di Sant'Egidio per riqualificare l'area parcheggio di largo Tarantelli, che da anni era abbandonata in uno stato di degrado e immondizia. Si tratta di una area di circa 1 km quadrato all'uscita della fermata del trenino Tor di Valle, della linea Roma-Ostia. Nell'arco della mattinata la squadra si é messa al lavoro ripulendo metà dell'area con la promessa di ritrovarsi nuovamente per completare l'opera. É passata a ringraziare l'assessore alla politiche sociali del IX municipio Luisa Laurelli.


Oggi è la Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell'Ambiente... fin qui nessuna notizia. In genere queste giornate non lasciano il segno, trascorrendo con molta enfasi e poca sostanza. Ed è un peccato, perché di iniziative da raccontare ce ne sono. Come quella che ha coinvolto, il 31 ottobre, giovani della Comunità di Sant'Egidio, alcuni abitanti del Torrino, due famiglie rom e i rifugiati africani, ospiti dello SPRAR di Mostacciano. La task force multietnica si è data appuntamento nell'area parcheggio di Largo Tarantelli, alla periferia sud di Roma, per ripulirla dalle immondizie accumulatesi in anni di abbandono. Nell'arco della mattinata metà dell'area è stata pulita a dovere e tutti i presenti, stanchi e soddisfatti, hanno promesso di ritrovarsi presto per finire il lavoro. Chi viene dall'Africa - ed è in attesa del riconoscimento dell'asilo politico - è stato felice di far qualcosa di utile per il paese che lo sta ospitando e sopratutto di poterlo fare insieme a degli italiani. I rom, che abitano nell'area, hanno fornito il materiale per le pulizie, ringraziando così gli abitanti del quartiere e i rifugiati africani che li hanno aiutati. "Tutti insieme abbiamo contribuito a bonificare il sito", ha commentato Maurizio Petrachi, presidente del Comitato di quartiere. L'ambiente è di tutti e insieme lo si protegge. Buona Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell'Ambiente!



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giovedì 5 novembre 2015

Il sottosegretario ai beni culturali visita la mostra "Living together, l'arte di vivere insieme" della Comunità di Sant'Egidio

Tor Bella Monaca - "È straordinario, sono piena di ammirazione.. fate un lavoro eroico" così commenta Ilaria Borletti Buitoni - sottosegretario ai beni culturali - in visita al Laboratorio Museo di Arte Sperimentale della Comunità di Sant'Egidio a Tor Bella Monaca.

La visita è iniziata con un breve percorso nello spazio espositivo in cui è in corso la mostra "Living together, l'arte di vivere insieme", per poi proseguire nell'attiguo laboratorio, per vedere gli artisti disabili all'opera. Gli artisti, che stanno lavorando sul tema degli anziani, hanno spiegato le loro opere sia quelle terminate che in corso d'opera.

Mario Arena spiega che gli anziani sono considerati lo scarto dello società, gli invisibili,
invece sono il sale della vita dice Bruna Mastrofini. Claudio Tomei continua dicendo che molti anziani sono soli e abbandonati, anche in Istituto ma, noi non ci dimentichiamo di loro e per questo sono felici.
L'attenzione e la sensibilità degli artisti che si confrontano con grandi temi sociali si denota anche dal Manifesto del Movimento (de "Gli Amici") "...Tutti possiamo essere amici, a chi è solo, a chi è anziano, a chi è straniero, a chi è triste, a chi è tenuto lontano da tutti diciamo: “amico sei importante !!” L’amicizia non mette nessuno da parte e tira fuori il meglio di ognuno.. l’amicizia cambia la vita. E’ l’arma segreta che fa superare le difficoltà più grandi. Può vincere sempre anche quando sembra impossibile.. Siamo gli artisti dell’amicizia." 
Il Sottosegretario, dopo aver ricevuto dagli artisti in regalo il catalogo: Noi l'Italia, sulla mostra de "Gli Amici" tenutasi al Quirinale per i 150 anni dell'Unità d'Italia, ha salutato anche un gruppo di bambini, giovani, adulti (italiani e "nuovi europei") e anziani di Tor Bella Monaca che collaborano e afferiscono alle iniziative culturali del Laboratorio Museo. È rimasta particolarmente colpita dai nuovi europei e dal tema dell'integrazione e soprattutto dall'idea che è quella di cambiare la periferia attraverso l'arte, la cultura e l'incontro umano, proprio a partire dai più giovani, ma favorendo l'incontro sempre proficuo tra realtà diverse.

martedì 3 novembre 2015

Visitare i poveri fa bene al cuore

Riceviamo alla mail gliamicideipoveri@gmail.com e volentieri pubblichiamo:


Il "giro dei poveri" del giovedì sera è una cosa troppo bella. C'è posto per ogni regione d'Italia ed ogni età, le più disparate facoltà universitarie, i più diversi quartieri di Roma.
Si lasciano a casa problemi personali, ansie, angosce, gli esami da preparare, il lavoro da sbrigare, il fidanzato con cui litigare... Chi interrompe lo studio per un po', chi lascia un marito a casa, chi arriva trafelato dal lavoro, chi è già arrivato per preparare da mangiare. Ci si incontra tutti quanti, buste di cibo alla mano e via verso i luoghi dove ci aspettano i nostri amici senza dimora.
Loris, vecchio buontempone che non mangia nulla e non risparmia mai una battuta. I "fratelli", sempre incazzati con il mondo. Gheorghe, il nostro soprano preferito, da mille anni in Italia e ci parla ancora in romeno. Abib, un vulcano sempre in eruzione, con la polemica a portata di bocca ma dal cuore buono. Nino e la sua folkloristica napoletanità. Vincenzino, la sua cultura e la sua adorabile compagnia. La signora Maria, un'arte oratoria impeccabile e le filippiche contro tutti.
Ognuno con la sua storia, i suoi problemi, la difficoltà di farsi la doccia, i parenti in altri paesi o i figli a Roma affidati all'altro genitore, l'alcol, le malattie, i procedimenti penali a carico, la precarietà dell'alloggio, il lavoro che non c'è, la solitudine e l'abbandono, il freddo, le coperte, i guai, la pioggia, le bombole del gas, le medicine da comprare...
Il giovedì sera diventiamo tutti uguali: chi ha soldi e chi ne ha meno, chi ha capelli e chi li ha persi tutti, chi ha casa e chi dorme per strada, chi è astemio e chi ha problemi di alcolismo, chi ha famiglia e chi no, chi è italiano e chi è egiziano/rumeno/polacco/cubano, chi è sano di mente e chi è psicolabile, chi è tranquillo e chi è fumantino, chi mangia tanto e chi a stento tira due morsi ad un panino.
Il giovedì sera si demoliscono barriere e si coltivano amicizie, si ascoltano persone e si cercano soluzioni, si chiacchiera, si canta, si mangia spesso, si suona la chitarra, si litiga, ci si offende a volte, si perdona, si rimprovera chi sbaglia, ci si abbraccia, ci si capisce. Il giovedì sera ci si vuole bene. Il giovedì sera ci si accarezza l'anima a vicenda e il venerdì mattina ci si sveglia più sereni... magari perché Juba ha ringraziato del sorriso che le abbiamo portato oppure perché Abib si è fatto due risate invece di inveirci contro come di consueto. Il giovedì sera fa bene al cuore


Maria Laura Perrone

lunedì 2 novembre 2015

La santità quotidiana dell'amore per i poveri

Cos'è la santità? Il programma "A sua immagine" di Raiuno lo ha chiesto a Wanda Zappia, che con la Comunità di Sant'Egidio ad Anzio aiuta centinaia di disoccupati, anziani, senza dimora, stranieri. Tra la distribuzione di cibo e indumenti ai poveri e la visita a una famiglia in difficoltà, Wanda spiega con semplicità: "Vivere insieme agli altri con quell'amore e attenzione che desideriamo per noi stessi. Questa è la santità quotidiana".


sabato 31 ottobre 2015

Rifugiati: il coraggio di essere umani

A Rimini, al convegno della Comunità Papa Giovanni XXIII "Il coraggio di essere umani", si parla di rifugiati. Come persone, non come problemi, numeri o quote da spartirsi. E viene rilanciata con forza la creazione di canali umanitari dal Libano e dal Marocco, per impedire - come afferma Andrea Riccardi - che persone già provate dalla guerra e dalla vita nei campi profughi debbano "sopportare l'esame della morte sulla via dei Balcani e nel Mediterraneo". Ha osservato Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII: "I rifugiati devono arrivare in Italia con un volo regolare. Non è più pensabile che rischino di finire in fondo al mare". In questo video Andrea Riccardi spiega la proposta dei canali umanitari, che verrà attuata grazie alle sinergie tra la Comunità di Sant'Egidio, la Comunità Papa Giovanni XXIII e la Chiesa Valdese.


venerdì 30 ottobre 2015

A Genova giovani italiani e stranieri, insieme, per superare la paura

E' iniziato in questi giorni il progetto “Storie di una diversa giovinezza”, promosso a Genova dalla Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, la Direzione Scolastica Regionale della Liguria e l’Ufficio diocesano Migrantes. Il progetto porterà nelle scuole un gruppo di richiedenti asilo per incontrare gli studenti genovesi.
L'articolo de "Il Secolo XIX"


Hassan ha 19 anni, viene dalla Nigeria e sogna di fare l’infermiere. Sulle spalle porta i segni delle frustate ricevute in Libia, dove lavorava per guadagnare i soldi per i suoi studi e veniva picchiato
perché “nero”, quindi identificabile con la guardia personale di Gheddafi. Negli occhi, invece, si legge il terrore di quando l’hanno spinto su una barca – lui che non aveva mai nuotato – per attraversare il Mediterraneo. Luca ha qualche mese in meno, frequenta la quinta in un liceo genovese e nello zainetto North Face lascia sempre lo spazio per un libro di simulazione di test d’ingresso all’università: il suo sogno è di diventare medico. Cosa hanno in comune Hassan, che ora vive in un centro di accoglienza con una quarantina di africani, pakistani e bengalesi e Luca, con la sua stanza tappezzata di poster in un bell'appartamento di un quartiere residenziale? Come faranno le loro strade ad incrociarsi? A Genova se lo sono
chiesti la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, la Direzione
Scolastica Regionale della Liguria e l’Ufficio Migrantes che hanno pensato di portare i profughi e le
loro storie dentro le aule scolastiche con il progetto “Storie di una diversa giovinezza”. Per tutto
l’anno scolastico, gruppi di rifugiati ospitati nelle strutture di accoglienza genovesi verranno
accompagnati dai giovani di Sant’Egidio nelle classi delle scuole superiori della città: i migranti parleranno di sé, racconteranno le loro storie, risponderanno alle domande dei ragazzi. “Ci siamo accorti – spiega Elena Arcolao, una delle responsabili del progetto – che uno dei 
problemi della nostra società è la paura. Per i giovani italiani è la paura di un futuro precario, paura del diverso, di chi viene da lontano e noi conosciamo solo tramite una visione superficiale dei
media o l’interpretazione volgare e strumentale di una certa politica. Ma anche, per i giovani
profughi, la paura di chi ha lasciato tutto, ha rischiato di morire in viaggi pericolosissimi e costosi.
La paura di deludere la famiglia che hanno lasciato e ha investito tanto nel loro viaggio. La paura 
della violenza e della guerra che hanno visto e vissuto. Ma l’antidoto alla paura è solo l’incontro, la conoscenza e la vera integrazione e il primo passo è parlarsi e guardarsi negli occhi: per questo abbiamo pensato a un gesto semplice e decisivo, portare questi giovani faccia a faccia, per mostrare
gli uni agli altri che l’altro non è mai un fantasma, ma, spesso, può diventare un amico”. A partire
dalla fine di ottobre, il progetto partirà in decine di classi, nella convinzione che Hassan e Luca
potranno scoprire che, in comune, hanno l’unica cosa che conta: il desiderio di un futuro migliore.

Leggi la notizia da Repubblica.it

mercoledì 28 ottobre 2015

Matteo Zuppi nuovo arcivescovo di Bologna

"Porto la consapevolezza che il Vangelo risponde alle domande degli uomini e che c'è tanta sofferenza che deve incontrare l'olio della misericordia che il Signore ci ha affidato". In un'intervista, monsignor Matteo Zuppi, nuovo arcivescovo di Bologna, si presenta.


martedì 27 ottobre 2015

Universitari di Sant'Egidio: coperte e musica per i senza dimora

Coperte e musica per riscaldare la notte dei senza dimora di Roma. 
E' questa l'iniziativa lanciata dagli Universitari di Sant'Egidio, che la sera del 
29 ottobre invitano colleghi e amici a portare cibo e coperte per chi vive in strada. Saranno coinvolti anche numerosi giovani musicisti, che con i loro strumenti doneranno il calore della musica dal vivo ai senza dimora della zona nord di Roma. 
“La notte della coperta” avrà inizio alle ore 19 presso la basilica di Sant'Agnese, in via Nomentana 349.

Leggi la notizia sul "Corriere sociale"

venerdì 23 ottobre 2015

"Voi siete nel cuore della Chiesa": Rom e Sinti in pellegrinaggio a Roma

Sono passati 50 anni dalla storica visita di Paolo VI al campo nomadi di Pomezia. Era il 26 settembre 1965, la prima volta che un papa incontrava il popolo degli zingari. In quell'occasione, Paolo VI disse: "Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa". 
Per ricordare lo storico incontro, gitani da tutto il mondo si stanno recando pellegrini a Roma, su invito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, della Diocesi di Roma, di Migrantes e della Comunità di Sant’Egidio. Sono attese più di cinquemila persone da Europa, Asia e Americhe. Dal 23 al 26 ottobre visiteranno la città, celebreranno una Via Crucis al Colosseo e una messa nel Santuario del Divino Amore, animeranno un concerto di musica gitana a Santa Maria in Trastevere.
Lunedì 26 ottobre saranno ricevuti in udienza da papa Francesco all'Aula Paolo VI: un momento importante per confermare che il popolo rom è nel cuore della Chiesa.

Detenuti in aiuto dei bambini con le adozioni a distanza

Tutto pronto alla Casa Circondariale di Vercelli, che sabato 24 ottobre ospiterà il concerto dei DMT di Casale Monferrato. L'evento intitolato "Musica e solidarietà: carcerati in aiuto dei bambini" è promosso dalla Comunità di Sant'Egidio a sostegno delle adozioni a distanza in diversi paesi del mondo. 
Sant'Egidio è presente accanto ai detenuti di Vercelli da oltre dieci anni e, con iniziative di questo tipo, contribuisce ad abbattere la barriera che separa il mondo del carcere dall’esterno, il “dentro” dal “fuori”. Così anche a chi, come i detenuti, si trova in una condizione di estrema povertà, verrà proposto un piccolo gesto concreto di solidarietà verso i piccoli, perché non c’è nessuno così povero da non poter aiutare un altro più povero di lui.

Le adozioni a distanza con la Comunità di Sant'Egidio

martedì 20 ottobre 2015

A Tavola insieme: una risposta alla povertà in Calabria



Hanno colpito gli ultimi dati dell'ISTAT sulla povertà in Italia, pubblicati lo scorso luglio: a fronte di una generale diminuzione del fenomeno, l'istituto nazionale di statistica rilevava la crescita della povertà in Calabria, la regione più povera d'Italia. Secondo i dati relativi al 2014, il 26,9 % delle famiglie calabresi vive in povertà assoluta.
La Comunità di Sant'Egidio, che è presente in diverse città calabresi, si è interrogata sulle iniziative da adottare per rispondere alla crescita della povertà. Tra queste, segnaliamo quella che partirà mercoledì 21 ottobre a Soverato, grazie alla sinergia tra Sant'Egidio, il Comune, gli alunni del Liceo Scientifico e grazie alla generosità di un gruppo di ristoratori. Una volta a settimana, verrà offerto un pranzo ad alcune famiglie, colpite più di altre dalla crisi economica. Insieme è possibile affrontare le sfide della povertà.


lunedì 19 ottobre 2015

Sant'Egidio a Genova invita a cena 120 rifugiati al Carlo Felice

Una cena speciale, a base di cous-cous e piatti etnici, è stata offerta sabato scorso a 120 rifugiati dagli Universitari solidali della Comunità di Sant'Egidio. Eccezionale anche il luogo della cena, il celebre teatro Carlo Felice, un simbolo di cultura nel capoluogo ligure. "Tanti pensano ai rifugiati come persone cui dare l'elemosina - spiega Ilaria Ghidotti dell'Università solidale - noi preferiamo pensare a uno scambio di esperienze". In questi giorni gli universitari di Sant'Egidio lanciano anche la campagna #savemigrantssaveeurope. Si legge nell'appello: "Quello delle migrazioni non è un problema ma un fenomeno strutturale. E' arrivato il momento che tutti facciano la loro parte".

Leggi l'articolo de "Il secolo XIX" e guarda il video

mercoledì 14 ottobre 2015

Lingua e cultura italiane fondamentali per l'integrazione

videoA poche ore dall'approvazione alla Camera della nuova legge sulla cittadinanza, pubblichiamo una bella intervista a Zeinab Ahmed Dolal del movimento "Genti di Pace". "La lingua è fondamentale per integrare". Parola di chi si è integrato!

martedì 13 ottobre 2015

Un vero amico dei poveri: Lorenzo Fragola


"Ho avuto la fortuna di conoscere e di seguire le attività in Sicilia dei Giovani per la Pace della Comunità di Sant'Egidio tanto in termini di accoglienza verso i migranti, quanto di assistenza e calore verso i poveri, verso tutti gli 'ultimi' della nostra società". Con queste parole, scritte sulla sua pagina Facebook, Lorenzo Fragola ha annunciato la decisione di devolvere i proventi del merchandising legato al 1995 Tour alla Comunità di Sant'Egidio e alla onlus "Associazione Autismo Oltre". Il cantautore siciliano scrive: "I temi della pace e della solidarietà non hanno confini fisici o mentali, al pari della guerra e della disabilità". 

Caro Lorenzo, sei giovane, sei bravo... e sei anche un vero amico dei poveri. Grazie!

La pagina facebook di Lorenzo Fragola

giovedì 8 ottobre 2015

Il sorriso non ha barriere. “Made in Sud” nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il 7 ottobre i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere hanno vissuto un pomeriggio speciale, all’insegna della comicità di “Made in Sud”. A esibirsi davanti a oltre 130 persone, tra cui 40 donne, gli attori del noto cabaret, capitanati dall’irrefrenabile Ciro Giustiniani. Al termine del suo esilarante monologo, l’attore ha sottolineato che “il sorriso non ha barriere” e ha ringraziato la Comunità di Sant’Egidio che, da anni, è vicina ai detenuti con iniziative culturali e solidali: concerti, spettacoli, la distribuzione di generi di prima necessità e il pranzo di Natale. Il carcere di Santa Maria Capua Vetere ospita oltre 800 detenuti, nonostante sia privo di acqua corrente.

lunedì 5 ottobre 2015

Sant'Egidio a Trieste: non dimenticare le morti a Lampedusa

C'è una catena di solidarietà che unisce l'Italia, da nord a sud. Mentre una delegazione del movimento Genti di Pace era a Lampedusa per ricordare il tragico naufragio del 3 ottobre 2013, la Comunità di Sant'Egidio di Trieste si è raccolta in preghiera insieme alla parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù e alcuni nuovi europei, alunni della Scuola della pace e della Scuola di lingua e cultura italiane. Dalla memoria delle vittime dei viaggi della speranza sgorga l'energia per costruire un'Italia accogliente e solidale.



mercoledì 30 settembre 2015

Sant'Egidio a Lucca: la Scuola della Pace raddoppia!


La Scuola della Pace della Comunità di Sant'Egidio raddoppia. Dopo San Concordio, dove la Comunità è presente da dieci anni, la Scuola della Pace arriva nel quartiere di Pontetetto. Ogni lunedì pomeriggio, nei locali della Fondazione "Casa Lucca", bambini e ragazzi potranno studiare, giocare insieme e crescere alla scuola dell'amicizia, della pace e della convivenza.

Significativa la data scelta per l'inaugurazione della nuova Scuola della Pace: il 28 settembre, giorno in cui ricordiamo William Quijano, giovane di San Salvador ucciso dalle maras per il suo impegno in favore dei bambini di Apopa.

lunedì 21 settembre 2015

Universitari di Sant'Egidio e rifugiati: una domenica sportiva e solidale

Una domenica sportiva speciale, all'insegna dell'integrazione e della solidarietà, si è svolta ieri nella parrocchia di San Tommaso Moro, a due passi da La Sapienza di Roma. Oltre cento persone hanno partecipato ai tornei di calcetto e pallavolo organizzati dagli Universitari di Sant'Egidio e della Parrocchia di San Tommaso Moro, in collaborazione con l'associazione "Papango" e la squadra femminile di calcio a 5 della LUISS. Rigorosamente miste le squadre, che erano composte da romani, studenti fuori sede e giovani rifugiati, in prevalenza eritrei, ospitati presso la tendopoli della stazione Tiburtina e il centro Baobab.
"Sono mesi che sono in viaggio dall'Eritrea", ha detto Abdul, diciannove anni, arrivato a giugno in Italia. "E giocare a calcio a Roma con dei giovani italiani era quello che sognavo. Finalmente una domenica normale!".


Con l'amicizia cambia la città! #changeyourcity 


Guarda la photogallery della parrocchia di San Tommaso Moro





venerdì 18 settembre 2015

Sant'Egidio con i malati psichiatrici in Albania

Dopo la bellissima preghiera per la pace a Tirana un gruppo delle comunità di Napoli ed Elbasan, assieme ai giovani della parrocchia, hanno fatto festa con gli amici dell'ospedale psichiatrico di Elbasan. Il Sadik Dinci, con oltre 300 pazienti, è la più grande struttura psichiatrica dell'Albania.
La visita nei reparti, il pranzo e la festa in un bel ristorante di Elbasan mostrano che l'amicizia è sempre possibile. Ed è l'inizio della pace, per cui credenti di diverse religioni hanno pregato gli uni accanto agli altri a Tirana nei giorni scorsi.


Col tempo è cresciuto l'impegno di Sant'Egidio a fianco dei malati psichici, per cui lo scorso anno sono state inaugurate due case famiglia a Tirana

domenica 6 settembre 2015

#Peaceispossible! La storia d'amore tra la Comunità di Sant'Egidio e l'Albania

La carovana della pace inizia da Roma fino a Bari e continua da Bari a Durazzo, con i giovani per la pace e Genti di Pace della Comunità di Sant’Egidio, per dire insieme #Peaceispossible! Peaceispossible è il nome dell'incontro internazionale di preghiera per la pace che quest'anno si tiene a Tirana

Il nostro viaggio è il continuare la storia d’amore con l’Albania, un paese in continuo cambiamento, un paese vicino che sembra così lontano, distrutto da cinquant’anni di comunismo in cui la repressione della fede e della libertà erano all’ordine del giorno.ù
Eppure il paese delle aquile è riuscito a volare!
Tra la Comunità di Sant’Egidio e l’Albania c’è un’amicizia di quasi trent’anni di profonda stima, dialogo e solidarietà. Abbiamo scelto come prima tappa del nostro viaggio nella preghiera per la pace di andare a Scutari al museo nazionale in memoria delle vittime del Comunismo. Vogliamo dire “Mai più alla violenza” con una preghiera. 

Dopo essere stati a Scutari siamo andati a Tirana, una capitale europea che ci accoglie con affetto come sempre. Oggi inizia #Peaceispossible, tre giorni in cui in un mondo che sfrutta le religioni per creare conflitti, attraverso il dialogo si creerà un ponte per affermare che il primato della pace è di Dio, la pace è necessaria, la pace è sempre possibile!