lunedì 28 luglio 2014

L'integrazione che passa dalla scuola


Milano – per molti bambini Rom, quest'anno scolastico si è concluso in maniera particolarmente positiva. Infatti, non essendoci stati molti sgomberi, i bambini, hanno potuto frequentare con più regolarità la scuola. Fatto importante che ha portato, non solo al passaggio all’anno scolastico superiore per molti di loro, ma soprattutto ad una maggior integrazione, per loro ed i loro genitori, in quello che è il tessuto sociale ed urbano.
La mancanza quasi totale di sgomberi ha avuto un'altra ricaduta molto positiva, ovvero ha permesso, alla Comunità di Sant’Egidio e a tutte le associazioni che si occupano dei Rom, di poter lavorare con più efficacia su altri fronti, come ad esempio quello sanitario e dell'impiego lavorativo. Se infatti l’integrazione passa per la scuola, la loro stabilità passa per il lavoro.

Ecco allora nascere bellissime storie di integrazione ed aiuto reciproco, dove ad aiutare sono anche i Rom, come nel caso dell’anziana Maria, che avendo ricevuto lo sfratto (perché non riusciva più a pagare l’affitto con la sua pensione) sarebbe finita per strada se non fosse stata "adottata" dai suoi ex vicini Rom che l’hanno presa a casa con loro.
Un anno, questo che si è appena concluso, che ha dimostrato come l’unico modo per fronteggiare “l’emergenza” Rom, sia passare dalla scuola e dal lavoro e non dalla politica degli sgomberi.


martedì 8 luglio 2014

La catena della solidarietà spiegata da Georgel, 11 anni, "rom di Sant'Egidio"


In vacanza con la Comunità di Sant'Egidio di Milano, insieme ad altri bambini, senza distinzione di etnie, religioni o provenienza sociale, Georgel, piccolo rom milanese, ha scritto questa lettera. Con le sue parole semplici e vere, ci ricorda l'ammonizione di papa Francesco a Santa Maria in Trastevere il 15 giugno scorso: "Un popolo che non custodisce i suoi anziani, che non si prende cura dei suoi giovani, è un popolo senza futuro, un popolo senza speranza".
Ma George la speranza l'ha trovata e la comunica agli altri: agli anziani ma anche a noi! 
 
"I rom non sono affatto persone che insultano, prendono in giro gli altri bambini italiani, ma siamo il contrario. Noi possiamo essere degli amici che non vorresti andassero mai via da te.
Noi rom della Comunità di Sant’Egidio pensiamo che è bello aiutare gli altri e non pensare solo a se stessi. Noi andiamo a trovare gli anziani soli e facciamo dei giochi con loro negli ospizi a Milano e in montagna, quando l’estate andiamo in vacanza. Nel mese di dicembre, facciamo una grande festa che chiamata Rigiocattolo, che serve a non buttare via i giochi usati e venderli per aiutare i bambini malati di Aids in Africa.
È come una catena: noi rom siamo stati aiutati da altre persone della Comunità di Sant’Egidio a andare a scuola, conoscere il mondo, a vivere in casa e non per strada. Adesso anche noi possiamo aiutare altri.
La mia famiglia viveva nel campo rom di via Rubattino a Milano, in una baracca. C’era poco spazio ed era tutto umido, come vivere sotto la pioggia. Usavamo le candele perché non c’era elettricità, non potevamo vedere Dragon Ball e le partite dei Mondiali.
Adesso viviamo in una casa e stiamo aiutando la signora Anna, che è italiana e sta per compiere 83 anni. La tragedia di questa signora è che ha perso tutta la sua famiglia. Noi l’avevamo conosciuta perché era la nostra vicina della prima casa, abitava sotto di noi e ogni sera veniva a guardare le telenovele con noi: così è diventata una specie di nonna.
Quando è morto suo figlio, ha perso la casa perché non aveva pagato l’affitto. Noi allora abbiamo deciso di non lasciarla sola. L’abbiamo invitata in casa nostra e le abbiamo offerto un letto in cui dormire. Vive con noi da 4 mesi e speriamo che tra poco avrà una casa. A volte è un po’ difficile aiutare la signora Anna, ma poi ci siamo abituati a lei, e lei a noi, e infatti lei a volte ci fa dei regali per dire che siamo come i suoi nipoti.
Domenica siamo andati a Messa mentre eravamo in vacanza e 5 di noi hanno fatto delle preghiere per la pace, per chi vive nelle baracche, chi è malato, chi vive in Africa e non ha i soldi per comprare le medicine, per gli anziani. Noi 5 bambini che abbiamo fatto le preghiere siamo rom e pensiamo sia bello che i rom preghino per gli altri"


Georgel, 11 anni, rom romeno

Scritto durante la vacanza dei bambini delle Scuole della Pace di Milano a Borno (Bs), 28 giugno-5 luglio 2014.      

venerdì 4 luglio 2014

Un pomeriggio nel carcere di Rebibbia

Non capita tutti i giorni di passare un pomeriggio all'aria aperta con una buona merenda, della buona musica e in amicizia, l'ingrediente che rende tutto un po' speciale.
Non capita tutti i giorni soprattutto ai detenuti del reparto protetto di Rebibbia dove sono ospitati i malati cronici: amputati, diabetici, persone con problemi neurologici gravi che impediscono il movimento, anziani.
Il loro arrivo nel grande cortile di Rebibbia è stato una strana processione di stampelle, sedie a rotelle e di volti un po' sorpresi.
Avevamo preparato dei circoli con le sedie in modo tale da poter chiacchierare e conoscerci meglio ma presto questi circoli si sono trasformati in lunghe file di sedie. Perchè? Per guardare il cielo e l'orizzonte lontano che troppo spesso manca alle loro giornate.
Per l'occasione la merenda è stata preparata dalla cooperativa di detenuti, Men At Work, che lavorano all'interno dell'istituto: pizzette, torte rustiche, bibite e l'apprezzatissima macedonia con gelato!  
Poteva mancare la musica? Certo che no! E se all'inizio abbiamo lasciato spazio alle note di Modugno e Rino Gaetano, subito dopo, accompagnati dalla chitarra di Alessandro, abbiamo attaccato con gli stornelli romani. Anche se i cantanti non erano tutti proprio intonati gli applausi non si sono fatti aspettare!
Ecco allora che le facce un po' tristi e un po' sorprese si sono lasciate trasformare dall'allegria di un pomeriggio passato insieme in amicizia.
Nel salutarci abbiamo raccontato della visita di Papa Francesco alla Comunità e abbiamo regalato a ciascuno un'immagine del Papa ricordando le ultime parole a conclusione della visita: "pregate per me che ho bisogno degli straordinari di preghiera"!