martedì 29 ottobre 2013

L'amore è più forte della morte. Sant'Egidio a Nettuno si fa carico del funerale di un homeless

Si chiamava Janos, era ungherese. Era uno dei primi amici che la Comunità di Sant'Egidio aveva accolto nei locali destinati all'emergenza freddo, aperti in via dell'Oratorio di Snta Rita, 2 da due anni, messi a disposizione dalla diocesi di Albano.
E' morto pochi giorni fa. Aveva solo 57 anni, ma la vita in strada aveva minato gravemente la sua salute. La cura - fatta di zuppe "ungheresi" , di abiti caldi, di un posto sicuro per dormire - con cui la Comunità di Sant'Egidio di Nettuno lo ha circondato negli ultimi anni, ha addolcito la sua vita negli ultimi tempi.
Attorno a lui si è creato un clima di simpatia, di solidarietà. Nel vicinato, tutti gli volevano bene. E quando è morto, in tanti si sono preoccupati di raccogliere i soldi per assicuragli un funerale degno di un amico, di un parente. Questo era diventato Janos per loro. E ieri c'erano tutti i suoi amici alla cerimonia nel santuario di Santa Maria Goretti.

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