lunedì 23 dicembre 2013

Storia di Natale (vera): quando il regalo è una casa e una famiglia

Questa è la storia di un giovane uomo, lo chiameremo Alessandro, che fino a tre mesi fa conduceva una vita “normale”: aveva un lavoro, una casa dove sua moglie lo aspettava insieme alla figlioletta di 7 anni e tanti amici. Ma per la crisi nel giro di una settimana perde il lavoro, e la moglie decide di andarsene di casa con la figlia: non ci sono più soldi. Lui non ce la fa a pagare l’affitto e finisce per strada. I suoi genitori sono anziani, non li vuole disturbare; suo fratello dopo tre giorni di ospitalità gli fa capire che deve andarsene, e suoi amici gli dicono che non possono aiutarlo in questo momento. Si trova costretto a vivere per strada, non trovando un posto dove per un po’ poter mangiare, farsi la doccia e dormire: per cercare lavoro bisogna essere presentabile e lucidi.

Da solo, con i suoi pensieri tristi – farla finita? - e il rifiuto di tanti gli viene un’ischemia e viene ricoverato all’Ospedale San Giovanni dell’Addolorata e dopo trasferito al San Camillo. Lì, ha come compagno di stanza una persona disabile seguito da alcuni amici della Comunità di Sant’Egidio.

Sentendo questo nome si decide a chiedere aiuto, all’inizio senza tanta fiducia e con timore; ma osserva questa presenza vicina e amichevole, accompagnata da gesti semplici e affettuosi verso il suo compagno di stanza, e lui apre loro il suo cuore e racconta che si è messo a pregare il Signore di dare una risposta alle sue difficoltà.

Aveva paura di uscire dall’ospedale e di trovarsi di nuovo per strada, senza nessuna protezione dal freddo e dalla fame, oltre a una salute precaria, malgrado abbia soltanto 36 anni. Questi nuovi amici si mettono in cerca di un posto dove possa andare a dormire una volta uscito, e lo trovano!

C’è una casa dei padri Rogazionisti appena aperta all’accoglienza notturna in zona Tuscolana. I padri sono subito pronti.

Alessandro è stupito e grato dice: “talvolta gli estranei ti aiutano più dei tuoi parenti”.

Il giorno di Natale l'appuntamento è già fissato: la nuova "famiglia" di Alessandro lo andrà a trovare in ospedale, per fare festa insieme.

e poi, appena dimesso...c'è già pronto un luogo dove rimettersi in sesto per cercare un nuovo lavoro e una sistemazioen definitiva. È un bel regalo di Natale, per tutti.

Francisco e David

sabato 21 dicembre 2013

A Natale attiviamo la speranza!

Centinaia di giovani, in questi giorni, si aggirano indaffarati per la città. Portano panettoni, incartano regali, ritagliano e dipingono addobbi natalizi, preparano feste...
Non sono nervosi perché non trovano il regalo giusto o perché c'è troppo traffico in giro, la frenesia del Natale sembra non averli travolti. Sono giovani che hanno scelto un Natale alternativo, hanno scelto di attivare la speranza, hanno scelto di aiutare a preparare il pranzo per i poveri della Comunità di Sant'Egidio. I loro volti sono sorridenti perché stanno costruendo una tavola che accoglie tutti e perché sanno che per tutti ci sarà un regalo, quel regalo che tutti abbiamo aspettato di trovare sotto l'albero. I giovani per la pace hanno coinvolto tantissimi amici che hanno voluto ascoltare il loro invito ed anche le parole e i gesti di Papa Francesco che non si stanca mai di mettere i poveri al centro. Tutti insieme a Natale attiviamo la speranza!

giovedì 12 dicembre 2013

A video from Philippines Strengthens the COURAGE TO HOPE

Nelle Filippine, dove il tifone Haynan (lì lo chiamano Yolanda) ha creato devastazione e dolore, rinasce IL CORAGGIO DELLA SPERANZA  con semplici gesti di solidarietà. GUARDA IL VIDEO!

giovedì 28 novembre 2013

La chiave per l'integrazione? La lingua! Festa per i 30 anni della scuola di lingua e cultura italiana di Sant'Egidio

C'è Doina della Romania e Ashley dall'India, c'è Veronica dell'Ecuador ed Antony dalle Filippine, c'è Daniela che ha cominciato questa meravigliosa avventura, ci sono Claudia e Nico, giovani maestri, e Luciana che di anni ne ha tanti ma come maestra non la batte nessuno. Sono solo alcuni dei 1400 studenti immigrati e maestri italiani che riempiono il teatro Brancaccio a Roma per festeggiare insieme i 30 anni della scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio. Ci sono le prime studentesse della scuola, allora giovani alunne capoverdiane oggi donne con figli grandi, studenti che hanno frequentato tanti anni fa e altri che hanno cominciato la scuola da poco, ci sono le delegazioni delle scuole di Milano, Napoli, Firenze, Novara e poi di Anversa, di Wuzburg, di Barcellona. Sono qui a rappresentare un popolo di 100mila studenti e di 120 nazionalità che in questi trent'anni hanno imparato la lingua con la Comunità di Sant'Egidio. La Comunità ha cominciato a voler bene agli stranieri ancor prima di conoscerli a partire dalla tragica morte di Ali Djama immigrato bruciato da giovani italiani mentre dormiva, avvolto nelle coperte, nel portico di Santa Maria della Pace, dietro Piazza Navona in pieno centro a Roma. Lo scandalo di quella morte assurda ha aperto gli occhi della Comunità sulla realtà degli immigrati del sud del mondo che cominciavano ad affacciarsi a Roma negli anni '80.
Andrea Riccardi ha ricostruito, insieme alle testimonianze di tanti studenti, la storia straordinaria di questi trent'anni, "l'intreccio delle nostre vite nella costruzione di un mondo nuovo". La risposta a quella morte è stata la scuola di lingua e cultura italiana. Scuola che ha donato a tante donne e uomini immigrati la chiave per aprire le porte del nostro paese; la chiave per per superare il dolore del distacco dai propri affetti, per non rimanere esclusi, per non sentirsi sempre estranei, in una parola chiave per l'integrazione ma anche per costruire insieme nella solidarietà la società di domani. Si chiede Andrea Riccardi: "qual è il segreto di questa scuola straordinaria? Un sorriso, la simpatia: lo spirito di Sant'Egidio non è mai contro qualcuno!" Ed è bella la definizione rivolta agli studenti :" voi siete l'ONU di trastevere!" perché riconosce negli stranieri un valore e non un pericolo da cui difendersi. 
Eccolo allora questo popolo che davvero rappresenta tutto il mondo, festeggiare con simpatia nei giardini di Piazza Vittorio la consegna dei diplomi. Sulle note della musica dei giovani per la pace con un occhio al ballo techno dei giovani filippini si scattano le foto coi diplomi e con i compagni di classe, si scrutano e si confrontano con aria soddisfatta i voti ricevuti già pensando che non ci si può fermare a quel "livello" e che bisogna continuare a studiare e a frequentare questi amici che sono anche la propria famiglia. 

venerdì 22 novembre 2013

A Genova la solidarietà mette il giaccone!

A Genova per il terzo anno consecutivo si ha l’occasione di coniugare shopping e azioni benefiche con l’iniziativa organizzata dalla catena Giglio Bagnara e dalla Comunità di Sant’Egidio. Da ieri fino alla prossima domenica, infatti, all’ingresso del punto vendita di Sestri si può trovare uno stand con i volontari della comunità che raccolgono giacconi usati. E all'ex proprietario verrà consegnato un buono di 100 euro per l’acquisto di un giaccone all’interno del negozio. L’iniziativa ha fatto furore, con le prime code che ieri si sono formate davanti al banchetto. A Sestri c’è chi decide di festeggiare in questo modo una ricorrenza speciale: «Proprio oggi è il compleanno di mio figlio e ne approfitto per portare un mio giaccone e fargli un bel regalo. Fare del bene e fare un regalo al figlio: cosa si può desiderare di più?». Roberta della Comunità di Sant'Egidio spiega: «Grazie allo spazio concesso da Bagnara raggiungiamo un triplice obiettivo: aiutare la comunità, proporre sconti esclusivi a chi decide di partecipare, e portare nuovi clienti a Bagnara". La crisi morde duro, e i nuovi poveri non sono solo più i cosiddetti “barboni”: «Si rivolgono a noi mediamente 25 nuove persone ogni settimana. È una vera e propria emergenza, soprattutto perché si tratta sempre più spesso di persone intorno ai 50 anni di età che fino a poco fa conducevano una vita normale. Poi basta un divorzio, un licenziamento, uno sfratto, e si trova spesso nella strada l’unica alternativa».  Enrico Montolivo, amministratore delegato di Giglio Bagnara racconta: «Noi e la Comunità di Sant'Egidio abbiamo unito le forze, perché la crisi si batte rimanendo uniti!». 



mercoledì 20 novembre 2013

Alla scuola della pace Sofia ha ritrovato la voglia di vivere e di imparare

Sofia è arrivata alla scuola della pace della Comunità di Sant'Egidio in prima elementare: una bambina chiusa e un po' triste. Aveva fatto un anno di asilo in più del normale perché sembrava proprio non volesse imparare niente. Con lei abbiamo conosciuto la sua famiglia: il papà muratore era fuori casa tutto il giorno e la mamma dopo la nascita del fratellino aveva avuto una forte depressione e da due anni non usciva di casa. Alla scuola della pace Sofia ha trovato i giovani per la pace che l'hanno accolta con l'affetto di fratelli maggiori e così ha ritrovato la voglia di giocare con gli altri bambini e la voglia di imparare: è diventata la prima della classe! Per questo ha cominciato ad invitare tutti i suoi compagni alla scuola della pace, il posto dove ha ritrovato la felicità. Ma il regalo più bello Sofia l'ha fatto alla mamma. Alla scuola della pace infatti Sofia ha sentito parlare del Rigiocattolo, la vendita di giocattoli usati con cui aiutare i bambini più poveri dell'Africa, ed ha scoperto che ci sono tanti bambini che non hanno niente e che lei poteva aiutarli. Non ha più smesso di parlarne a tutti e finalmente il giorno del Rigiocattolo la mamma è uscita per partecipare a questo evento che aveva trasformato la piccola Sofia. Oggi Sofia cresce felice e con il cuore aperto agli altri, sempre pronta a darsi da fare per chi è meno fortunato di lei ed è sempre... la prima della classe!

martedì 19 novembre 2013

La crisi / Le crisi. Esposizione di opere dei Laboratori d'arte di Sant'Egidio all'Università Roma Tre

La crisi / Le crisi: è questo il titolo scelto per l'esposizione di dipinti, installazioni, video-opere e testi promossa dai Laboratori d'arte della Comunità di Sant'Egidio e ospitata presso la Facoltà di Giurisprudenza delll'Università Roma Tre (via Ostiense, 161). Le opere in mostra sono state realizzate dalle persone con disabilità che frequentano i laboratori, affiancate da gruppi e associazioni presenti sul territorio, che hanno lavorato sullo stesso tema durante gli ultimi
due anni. «Attraverso diverse forme espressive - spiegano gli organizzatori - le persone con disabilità comunicano in maniera efficace il loro pensiero e il loro sguardo sulla realtà. Ne emerge una lettura originale dell'attuale crisi economica ma anche un'analisi di tante altre situazioni di crisi culturale, sociale, esistenziale, che gli autori descrivono senza indulgere al pessimismo. Al contrario il loro modo di guardare la realtà è spesso percorso da una vena giocosa e (auto)ironica. Così è in opere come La prima crisi, la discordia tra Adamo ed Eva, o nella foto di Maurizio Valentini dal titolo 'No panic', nella quale si intravede una possibile ed emergenziale via di fuga».
Alcune delle opere sono dedicate alla crisi che ha percorso negli ultimi anni la sponda sud del Mediterraneo ed alle cosiddette «primavere arabe», di cui si occupano ad esempio Sergio Ruggeri e Marco Ronci nel loro «Primavere arabe».
L'esposizione è il frutto del lavoro della Comunità di Sant'Egidio, che da decenni è impegnata a fianco di persone con disabilità mentale. Nei laboratori d'arte, diffusi in numerose città d'Italia e d'Europa, le persone con disabilità studiano, comunicano e creano: utilizzando tecniche e materiali diversi cercano e trovano canali comunicativi non abituali giungendo, con la creazione di opere pittoriche ed installazioni, ad una sintesi iconografica del proprio pensiero. Accanto alle opere dei Laboratori d'arte della Comunità di Sant'Egidio, verranno esposti anche i lavori prodotti da: associazione laziale Motulesi, cooperativa sociale Cotrad onlus - Abilando, Obiettivo Uomo, cooperativa Esperanto, centro di riabilitazione Vaclav Vojta, associazione Scuola viva Onlus.


La crisi / Le crisi
Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Giurisprudenza
via Ostiense, 161
18-22 novembre
09.30-18.00

Premiazione delle opere scelte dalla giuria popolare
Venerdì 22 novembre, ore 11.00 - aula 9
È possibile votare sul luogo o sul gruppo Facebook dei Giovani di Sant'Egidio - Roma Tre (https://www.facebook.com/giovanidisantegidioroma3?fref=ts)

venerdì 15 novembre 2013

1000 giovani in marcia per la pace a Veroli e Vallecorsa (Fr)

La scorsa settimana a Veroli e Vallecorsa in provincia di Frosinone più di 1000 giovani si sono dati appuntamento per manifestare la loro voglia di pace. Su invito del Vescovo Monsignor Ambrogio Spreafico e rispondendo alla richiesta di Papa Francesco i giovani di tutte le scuole hanno voluto sfilare attraverso le strade delle loro cittadine con le fiaccole e con palloncini colorati a ricordare l'arcobaleno. Durante la marcia i giovani hanno pregato per la pace, cantato slogan e sventolato disegni con l'arcobaleno. Al termine della marcia è stata liberata una colomba ed  è stato letto l'appello per la pace dei giovani della Comuntà di Sant'Egidio: un invito a coltivare la speranza e a rigettare la cultura del nemico e a costruire un movimento mondiale per la pace e il dialogo. La fiaccolata è solo il primo passo per la costruzione di un movimento più largo nel quale coinvolgere genitori ed insegnanti. E' proprio il caso di dire: alla prossima!!!

mercoledì 13 novembre 2013

Conferenza sulla "primavera araba" e la pace in Medio Oriente

La primavera araba e la pace in Medio Oriente: è stato questo il tema che sabato scorso ha suscitato un notevole interesse tra gli studenti del liceo classico e scientifico “Martino Filetico” e della Ragioneria di Ferentino. L’idea della conferenza è nata dalla collaborazione tra la Preside Valeri e don Paolo Cristiano. A parlarne un ospite che è stato testimone diretto degli avvenimenti di piazza Tahrir al Cairo, il dott. Andrea Trentini, che con la Comunità di Sant’Egidio di Roma da anni si occupa del dialogo con esponenti dell’islam.

Nel suo intervento lo studioso ha sottolineato come la richiesta di cambiamento e di istituzioni democratiche si è diffusa dal Marocco alla Siria proprio a partire dai giovani. La disperazione di uno di loro, un ventenne che ha scelto il gesto estremo di togliersi la vita per protestare contro la dittatura, è stata la miccia che ha innescato i raduni e le manifestazioni. E’ stato un fenomeno inaspettato che ha sorpreso tutti per la rapidità della diffusione, che si è avvalsa di metodi tipici dei nativi digitali, come facebook e twitter. Un’altra caratteristica poco enfatizzata dai media è stata la non-violenza che ha inizialmente contrassegnato molte delle rivolte oceaniche. Raduni che sono stati trasversali ai ceti sociali: adolescenti poveri e marginalizzati si sono ritrovati al fianco di studenti liceali ed universitari, donne con il velo integrale solidali con quelle che seguono i costumi occidentali, tutti animati da una passione frenetica per l’incontro, la discussione, la richiesta ad oltranza di un futuro migliore. Questi movimenti hanno ottenuto obiettivi importanti dai quali non si può più tornare indietro, come il crollo di regimi immutabili in Tunisia ed Egitto. La repressione durissima di altri governanti (come in Siria e in Barhein), l’infiltrazione di fazioni di banditi spesso provenienti dall’estero non possono cancellare l’effetto a lungo termine che tali fenomeni avranno in tutti i Paesi arabi. Alla conferenza, allietata da brani musicali eseguiti da piccoli allievi delle elementari, è seguito un vivace dibattito alimentato da numerose domande degli studenti, dal problema delle armi chimiche al ruolo dei Fratelli Mussulmani. I giovani hanno potuto vivere una mattinata che li ha sicuramente aiutati ad alzare lo sguardo verso un mondo grande e complesso; il silenzio e gli sguardi attenti nell’aula magna sono testimoni della sete di conoscere e anche di impegnarsi per costruire un mondo migliore a partire dalla loro generazione

martedì 12 novembre 2013

Una bella notizia in tempi di crisi! Nasce a Roma l'"Alleanza contro la Povertà"


Nasce a Roma l'"Alleanza contro la povertà" strumento ideato per contrastare in modo diretto la povertà assoluta che colpisce in Italia quasi 5 milioni di cittadini. Associazioni, sindacati, soggetti istituzionali chiedono al Governo di impegnarsi in un piano pluriennale contro la povertà a partire da un reddito di inclusione sociale e dal sostegno e la formazione per l'inserimento nel mondo del lavoro.Famiglia Cristiana
Una bella notizia che nasce dall'unità di intenti di molte realtà italiane che si trovano a fronteggiare quotidianamente la crisi che colpisce in modo particolare i più poveri. Sono i poveri, infatti, a pagare il prezzo più alto della crisi se dal 2005 ad oggi le famiglie in povertà assoluta sono passate dal 4,1 all'8%. 

martedì 29 ottobre 2013

L'amore è più forte della morte. Sant'Egidio a Nettuno si fa carico del funerale di un homeless

Si chiamava Janos, era ungherese. Era uno dei primi amici che la Comunità di Sant'Egidio aveva accolto nei locali destinati all'emergenza freddo, aperti in via dell'Oratorio di Snta Rita, 2 da due anni, messi a disposizione dalla diocesi di Albano.
E' morto pochi giorni fa. Aveva solo 57 anni, ma la vita in strada aveva minato gravemente la sua salute. La cura - fatta di zuppe "ungheresi" , di abiti caldi, di un posto sicuro per dormire - con cui la Comunità di Sant'Egidio di Nettuno lo ha circondato negli ultimi anni, ha addolcito la sua vita negli ultimi tempi.
Attorno a lui si è creato un clima di simpatia, di solidarietà. Nel vicinato, tutti gli volevano bene. E quando è morto, in tanti si sono preoccupati di raccogliere i soldi per assicuragli un funerale degno di un amico, di un parente. Questo era diventato Janos per loro. E ieri c'erano tutti i suoi amici alla cerimonia nel santuario di Santa Maria Goretti.

sabato 19 ottobre 2013

Catania: aiuti, amicizia e lavoro comune per chi scappa dalla guerra

Un via vai continuo di gente, di buste piene di vestiti, di generi alimentari e di quanto necessario per i bambini. Nel salone della chiesa di Santa Chiara, sede della Comunità di Sant’Egidio a Catania, è quello che accade dopo la richiesta di aiuti per i rifugiati sbarcati a Catania. Chi è scappato dalla guerra, dalla fame e dalla povertà, ha trovato una città pronta ed accogliente: una città che ha sperimentato “il senso della responsabilità fraterna e dell’accoglienza”.

Cura, affetto e amicizia sono i tre punti cardine di giornate intense di lavoro per chi è arrivato sulle nostre coste.

La Comunità di Sant’Egidio e i Giovani per la Pace, in questi giorni, si sono ritrovati insieme al Palaspedini, luogo in cui sono stati accolti migranti e rifugiati, per creare un clima di amicizia e di simpatia necessaria per alleviare le ferite del cuore e la stanchezza del viaggio.

Anas, giovane siriano laureato in economia, ci dice che il suo sogno è continuare gli studi. Quando gli chiediamo della Siria, il suo sguardo diventa triste e ci dice: “spero di poter ricominciare nuovamente la mia vita ma senza dimenticare quello che mi sono lasciato alle spalle”.


Come a testimoniare che l’accoglienza è un fatto spirituale, si sono intensificati in questi giorni i rapporti della Comunità di Sant’Egidio con la comunità islamica.

Gli amici della comunità Islamica di Sicilia hanno infatti aperto le porte della Moschea a quanti sono arrivati dalla Siria, dando un riparo anche alle minoranze cristiane in fuga questo paese. La Comunità di Sant’Egidio, come segno di affetto e di vicinanza, ha provveduto a tutto il necessario per i migranti ospitati nella moschea, dai vestiti, alle scarpe, alle lenzuola.


Un grazie particolare e grande apprezzamento è arrivato nei confronti della Comunità di Sant’Egidio da parte dell’Imam della “Moschea della Misericorda”, nonché presidente della comunità Islamica di Sicilia, Kheit Abdelhafid.

giovedì 17 ottobre 2013

La povertà aumenta? Aiutaci a combatterla con un sms al 45596

Ancora pochi giorni per la campagna Acqua Lete per la Vita, per aiutare la Comunità di Sant'Egidio a fornire pasti caldi ai poveri.
AIUTACI ANCHE TU!
DONA UN EURO CON UN SMS AL 45596!
Guarda e diffondi questi video
GRAZIE!!






lunedì 14 ottobre 2013

Sant'Egidio di Palermo: solidarietà con i sopravvissuti del naufragio di Lampedusa



Interrogati dalla visita di Papa Francesco a Lampedusa dello scorso luglio che ha messo in luce il dramma dei migranti, interrogati dalle sue parole "Adamo dove sei?", "Dov'è il tuo fratello?", "Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca?", la Comunità di Sant'Egidio a Palermo all'indomani dell'immane tragedia di Lampedusa ha fatto visita ai profughi del naufragio ricoverati in alcuni ospedali della città. Abbiamo così fatto amicizia con 5 adulti di circa 25 anni tutti eritrei e una bambina siriaca di 8 anni ricoverata con la mamma, naufraghe dello sbarco di Ragusa della fine di settembre. Tutti hanno perso qualche amico o familiare nei naufragi. Nei loro occhi c'era tutta la paura e l'orrore di quei momenti. Per questo ci hanno chiesto di continuare ad andarli a trovare e così è nata un'amicizia fatta di simpatia e solidarietà. Abbiamo consentito attraverso i nostri cellulari che qualcuno di loro parlasse con i propri familiari emigrati in diverse parti d'Europa. 

Attorno a loro si è creata una spontanea rete di solidarietà fatta dalla comunità eritrea residente a Palermo, dei dottori e infermieri e di diverse associazioni di volontariato, segno che l'indifferenza può essere. 

sabato 6 luglio 2013

Lavoro e disabilità, un diritto da salvaguardare

Difendere la legge 68/99 e il diritto al lavoro delle persone disabili da essa sancito era l'obiettivo della manifestazione promossa dal Comitato genitori giovani disabili psichici, che si è tenuta il 3 luglio. Un obiettivo raggiunto, fortunatamente. La Comunità di Sant'Egidio, congratulandosi con gli organizzatori della manifestazione, ha voluto anche esprimere il suo pieno sostegno alle problematiche sollevate in merito all'inserimento lavorativo dei disabili e ai recenti provvedimenti proposti dal governo. Anche di fronte alla crisi economica l'Italia non può permettersi di perdere quel patrimonio di leggi e norme che da molti anni la pone all'avanguardia nella tutela dei disabili e del loro inserimento lavorativo.

venerdì 5 luglio 2013

Una buona notizia da Parigi: Mickey non abita più nel bosco, ma ha una vera casa!

L'età, un inverno che sembrava non finire, la morte improvvisa del suo amico Jacques, erano all'origine dell'insistenza di Mickey a vivere da solo in una tenda nel Bois de Vincennes, un bosco al confine tra Parigi e Charenton. Ma l'amicizia fedele e l'efficienza della rete di amici di Sant'Egidio hanno cambiato la situazione. Da Parigi arriva questa buona notizia: 


Il giorno del 53mo compleanno
di Mickey con i suoi amici di Sant'Egidio
Siamo felici di annunciare che il nostro buon amico Mickey ha firmato il suo contratto di affitto di una vera casa! Dopo otto anni in una tenda nel Bois de Vincennes, Daniel Maheo detto Mickey, ha finalmente un tetto, un vero e proprio un appartamento di tipo F1 a Fontenay-sous-Bois. Mickey aveva giurato "per tutti gli dèi" che per nulla al mondo avrebbe lasciato il "cimitero", come diceva lui, accanto al quale si era accampato con il suo amico Jacques.Ma Jacques, il 29 ottobre 2012 è morto improvvisamente. Una morte  vissuta dolorosamente da Mickey e i suoi amici, ma che ha scatenato un'ondata di generosità tra i commercianti di Charenton, come si è visto il giorno del funerale nella chiesa di San Pietro, alla presenza della sua famiglia e di molti amici.Circondato da tanto affetto, Mickey è stato in grado di esprimere poco dopo agli amici di Sant'Egidio il suo desiderio di lasciare il bosco, divenuto per lui soltanto un "cimitero". 
La Comunità di Sant'Egidio, insieme alla comunità di Emmaus, si sono messe subito in movimento per trovare una vera casa per Mickey.
Mickey firma il contratto di affitto della nuova casa
E non è senza una certa emozione che ha lasciato il "cimitero"  - ma non i suoi amici! 
La nuova casa ha rappresentato nuove abitudini, e acquisire familiarità con una vita non conosceva  più dall'età di 18 anni: avere un letto, l'acqua calda, una porta con una serratura, le persiane, il frigo pieno e ... "anche una vasca da bagno!" dice pieno di gioia.
Dopo i primi mesi in cui non gli è stato facile abbandonare abitudini ormai consolidate e per realizzare ciò che gli stava accadendo, oggi si diverte e ride: "Ora, per andare a casa la sera, devo guardare l'orologio, per non perdere l'ultimo autobus! ".

I vantaggi di questa nuova vita non si sono fatti aspettare: Mickey finalmente ha ritrovato il sonno, i tratti del viso sono rilassati, la voce è chiara, e oggi trotterella come un giovane.
Personaggio noto a Charenton-le-Pont, per la sua gentilezza, i suoi "botta e risposta", Mickey ha ricevuto numerose espressioni di solidarietà e di incoraggiamento per la sua nuova vita.

Il testo originale in francese 

mercoledì 19 giugno 2013

Roma multietnica ha un sogno: che nessuno sia straniero



Invitati dalla Comunità di Sant’Egidio, eravamo più di 400 nel cortile della parrocchia dei santi Marcellino e Pietro per un pomeriggio di festa all’insegna dell’amicizia e della conoscenza reciproca.

La scelta del luogo non è stata casuale: a sfondo della festa il mausoleo di Sant’Elena, bellissimo edificio del IV secolo (fatto costruire dall’imperatore Costantino per sé ma poi donato alla madre morta nel 328) con le sue pignatte è l’origine del toponimo Torpignattara.

In un susseguirsi di spettacoli e testimonianze, in tanti hanno voluto lanciare dal quartiere più longevo e multietnico un messaggio alla nostra città:un'alleanza tra le generazioni e i popoli rende Roma più bella!

In questo quartiere storico e coloratissimo da alcuni anni la Comunità di Sant’Egidio ha aperto una Scuola della pace animata dai Giovani per la Pace e da giovani  universitari; è presente anche la Scuola di Lingua e Cultura Italiana, per favorire l’integrazione e creare una nuova cultura del convivere.

Tra i tanti intervenuti alla festa, gli anziani del Centro Isidoro di Carace “Casa delle Culture e delle Generazioni” che oltre ad allietarci con alcuni stornelli ci hanno raccontato come siano stati conquistati dalla visita dei bambini della Scuola della Pace, animata dagli universitari di Sant’Egidio, che qualche tempo fa sono andati ad invitarli.
Vincenzo, che sono 92 anni che vive a Torpignattara, ci ha raccontato di questo quartiere e della sua vocazione all’accoglienza. Quando lui era giovane tanti arrivavano dal sud Italia senza nulla nella speranza di un futuro migliore per sé e per i figli (i tanti baraccati che vivevano lungo le mura) e oggi in tanti cercano un futuro migliore trovando casa qui da ogni parte del mondo. Rivolto ai bambini presenti, originari di tantissimi paesi e di tante religioni ha detto “grazie, a voi e alle loro famiglie, grazie, perché voi siete belli, siete venuti a colorare questo nostro quartiere, grazie perché voi siete il nostro futuro, e guardandovi il futuro è bellissimo!”

Un coro di voci ha poi sottolineato che vivere insieme è possibile e bello:
Gli studenti della scuola, che grazie a lezioni in orari congeniali alla loro vita di lavoratori, hanno potuto apprendere la lingua, e con la lingua un mondo che è l’Italia con la sua storia e la sua cultura, ma è anche la conoscenza di nuove culture e tradizioni diverse da quella d’origine.
Il parroco, ospite dell’evento, che ha detto come l’impegno per la pace ci accomuna tutti ed è la strada per convivere ovunque ancor più in questo quartiere così colorato.
Anche il responsabile della scuola coranica della “Moschea di Roma”, una delle 2 piccole sale di preghiera presenti nel quartiere, ha voluto fare un saluto e ribadire come la Pace sia la radice di ogni fede e rivolto ai partecipanti ha ringraziato per questo momento comune radice di quel vivere insieme bello e necessario.
Roberto Borsi della Comunità di Sant’Egidio ha poi voluto fare un saluto e sottolineare come questi momenti ci rafforzino nella nostra convinzione che vivere insieme è possibile, che una città concepita come una casa di tutti è una città più bella, e ha ribadito il nostro impegno a costruirla, citando il manifesto di Genti di Pace, ha poi concluso: “Siamo genti di pace. Abbiamo tutti un sogno: che i popoli vivano insieme, perché nessuno sia più straniero. Vogliamo vivere un movimento tra genti diverse, dove le diversità siano un valore. Siamo Genti di Pace”

Cuore della festa il Musical “Noi l’Italia di domani” realizzato dai bambini della scuola della Pace. che attraverso canzoni, parole e soprattutto i volti sorridenti dei bambini ha ripercorso la storia dell’Italia e in un viaggio musicale che ha toccato tutti i continenti ci ha fatto scoprire che gran tesoro è avere il mondo che abita alla porta affianco.
A termine dell’esibizione un appello è stato lanciato per sottolineare l’urgenza e la necessità di una riforma della legge sulla cittadinanza, in particolare per quanto riguarda i bambini, che nati o arrivati in Italia piccolissimi, qui si formano, e italiani si sentono, perché è qui che crescono e non importa se i tuoi genitori sono nati altrove, ma ad oggi la legge non li riconosce.

La Probash Nittocola Accademy, un gruppo di ballo bangladesh, ci ha allietato con le sue musiche orientali e gli abiti coloratissimi.

Sulle note dell’orchestra di Babu Bangal ci siamo poi salutati con il desiderio di restare e di rivedersi presto.

Anna

domenica 16 giugno 2013

"Il tuo cielo sia il povero" diceva Sant'Antonio di Padova. Per la sua festa, un grande cena con i poveri

Tanti hanno risposto all'invito della Comunità di Sant'Egidio
Il 13 giugno, nel giorno di Sant’Antonio, a Padova la Comunità di Sant’Egidio ha fatto festa con gli amici più cari, i poveri. Padova è conosciuta come la città del Santo. Sant’Antonio, Santo dei miracoli e delle grazie. Ma anche Sant’Antonio predicatore e maestro. 
 Nei suoi Sermoni colpisce la continua presenza dei poveri e l’esortazione all’elemosina. Vi si legge “Il tuo cielo sia il povero: in lui riponi il tuo tesoro, affinché in lui sia sempre il tuo cuore… 
E dov'è il cuore è anche l'occhio; e dove sono il cuore e l'occhio, lì è anche l'intelletto, del quale dice il salmo: Beato chi fa attenzione (intelligit, comprende, ha cura) al misero e al povero”. 
Tanta gente ha risposto all’invito della Comunità per preparare una cena alla quale hanno mangiato più di 200 persone. Prendersi cura dei poveri in un tempo complesso: è questo il messaggio. Perché Padova sia autenticamente città del Santo e dunque città per tutti.



mercoledì 12 giugno 2013

Un taglio...alla solitudine!

I giovani parrucchieri al lavoro nell'Istituto di "Città Bianca"
Per la seconda volta, gli studenti della scuola professionale per  parrucchieri di Ferentino hanno visitato la RSA “Città Bianca” di Veroli. La giornata è stata possibile grazie alla collaborazione tra il direttore ed i docenti della scuola, la Comunità di Sant’Egidio e la direzione della RSA. In una mattina gli apprendisti hanno servito più di trenta anziani, portando con sé le migliori attrezzature e tecniche della scuola: gli uomini si sono goduti una rasatura di barba e baffi, operazione non semplice quando si è immobilizzati dalla malattia o dall’età avanzata, mentre le donne hanno usufruito gratuitamente di tinte, acconciature e manicure. Memori dell’esperienza precedente, gli anziani aspettavano con ansia questa possibilità. La cura dell’aspetto è per loro un segno di vita, di dignità e di speranza in una condizione di grande fragilità. In questo caso poi diventa un’occasione preziosa per incontrare ragazzi e ragazze che diventano come nipoti, a cui confidare, mentre si viene coccolati, ricordi, preoccupazioni e parole di gratitudine. I giovani, tra i 14 e i 16 anni, non hanno risparmiato energie per accontentare le tante richieste, ma sono anche stati premurosi nel cercare nei gli amici che avevano già conosciuto la volta scorsa tra i vari reparti della grande struttura. Davvero sono sufficienti impegno, creatività e compassione per dare un taglio alla solitudine.

martedì 11 giugno 2013

A Catania, con gli "amici del martedì" ci si ritrova in famiglia

Una famiglia numerosa
Anche lo scorso martedì i Giovani per la Pace di Catania si sono incontrati con i loro amici che vivono in strada, ma questa volta hanno preferito non ritrovarsi presso le abituali strade e piazze della città per consumare la cena, ma si sono ritrovati presso la chiesa di Santa Chiara, sede della Comunità di Sant'Egidio a Catania, per una cena speciale.

Prima della cena, i Giovani per la Pace e gli Amici per la strada hanno pregato insieme  per ringraziare il Signore per la bella amicizia che li lega, per chiedere la protezione dei familiari cari, e delle persone che si trovano in difficoltà, particolarmente per chi vive il dramma della guerra.
La preghiera
Dopo la preghiera tutti insieme a cena, come una grande famiglia. 
E che l'amicizia abbia creato legami familiari, lo si è visto quando si è fatto festa attorno a Christian, amico romeno che, dopo un periodo di lavoro in Italia, torna a casa, per ricongiungersi con la moglie ed il figlio.







E' proprio come stare in famiglia!

giovedì 6 giugno 2013

Il ricordo di don Bruno Nicolini, prete amico dei rom e dei sinti, al santuario romano del Divino Amore,



Lunedi 27 maggio, nella Chiesa a cielo aperto, sulla collina del santuario del Divino Amore, un gruppo di rom e loro amici, insieme al vescovo Matteo Maria Zuppi si sono raccolti per ricordare don Bruno Nicolini, prete amico dei Rom e Sinti, un vero "amico deipoveri".
La "chiesa a cielo aperto" è un luogo di preghiera voluto e ideato da don Bruno, per ricordare la beatificazione di Zeffirino (a maggio 1997), il "santo" degli zingari.



una delle ultime immagini di don Bruno Nicolini

mercoledì 29 maggio 2013

Catania. Un premio alla Scuola della Pace, scuola di amicizia

Premiazione Concorso artistico letterario "Ilaria e Lucia
per l'affermazione di una vita degna di essere vissuta"
Giovedì 23 Maggio i bambini della Scuola della Pace di Catania insieme ai Giovani per la Pace hanno vinto il primo premio del Concorso artistico letterario “ Ilaria e Lucia...per l'affermazione di una vita degna di essere vissuta”, promosso dalla Fondazione “Ilaria Favara e Lucia Messina” in memoria delle due studentesse che nel dicembre 2001, durante un corso di studi a Parigi, persero tragicamente la vita in un rogo.
Il premio, giunto alla sua decima edizione, nasce dalla testimonianza di generosità e di amicizia con tanti bambini, che queste giovani hanno lasciato. Vincitrice del primo premio è stata una storia di amicizia scritta dai bambini della Scuola della Pace.  Di fronte ad un vasto pubblico i bambini hanno raccontato che “la Scuola della Pace è una scuola speciale per tutti i bambini del mondo. E’ una scuola dove non solo si studia ma soprattutto si impara l'amicizia che è  importante perché ci rende felici e non ci fa sentire soli”
Infine dalla Scuola della Pace si è levato un appello: “Tutti potete venire alla Scuola della Pace e insieme possiamo imparare l'amicizia per cambiare il mondo".

mercoledì 15 maggio 2013

Pasquale, anziano e solo, chiedeva solo una cartolina, ma riceve la visita di due amiche di Sant'Egidio

Ieri, su La Stampa, Massimo Gramellini ha pubblicato un appello di Pasquale Bono, anziano e solo, che "non chiede soldi né carezze, che pure gli farebbero bene. Soltanto che qualcuno là fuori si ricordi della sua esistenza" inviandogli gli auguri per il suo onomastico, il prossimo 17 maggio. (LEGGI TUTTO).  Ma non c'è stato bisogno di aspettare così a lungo. E' bastata la lettura del giornale, qualche telefonata di amici di altre città e Valeria e Bianca, della Comunità di Sant'Egidio di Napoli hanno preso la macchina e sono andate a S.Maria a Vico, un Comune del Casertano, a trovare Pasquale.
Ecco cosa ci hanno scritto:


"E' stato un incontro commovente.
La sua "casetta" si trova a due passi dal corso principale del paese, al piano ammezzato di un palazzetto abbastanza moderno. Appena abbiamo citofonato ha aperto la porta di casa e ci ha fatto cenno di salire.
Era in pigiama e quando ci siamo presentate dicendogli che avevamo letto la sua lettera sul giornale si è commosso e ci invitava ad entrare con un gesto della mano e poi indicandosi la bocca ci ha fatto capire che non riesce a parlare: ha avuto un serio ictus 15 anni fa che gli ha procurato un'emiparesi del lato destro, per cui ha il braccio anchilosato, trascina la gamba e appunto non riesce quasi a parlare. Non sapeva che la sua lettera era stata pubblicata, l'ha spedita la settimana scorsa oltre che alla Stampa anche al Mattino e all'Avvenire (che è il suo quotidiano preferito). Nell'ingresso oltre al televisore e alla sua poltroncina c'erano molte vecchie copie di Famiglia cristiana. Ama molto leggere... Conosce quindi la Comunità di Sant'Egidio dai giornali e dalla Tv e ha voluto sapere molte cose di quello che si fa a Napoli, dove siamo ecc. Sul tavolo del cucinino c'era la sua "cena": due piccolissime mele cotte raggrinzite appoggiate su un tovagliolino di carta. Scrive con la mano sinistra con un vecchissimo computer e anche con una Olivetti d'epoca...
E' nato a Procida, ha vissuto a Napoli per qualche tempo, a S. Maria a Vico abita da una ventina d'anni, è divorziato, ha diverse fotografie alla pareti, credo della moglie e della figlia, ma di quelle non ha voluto parlare... Ha solo 64 anni, percepisce unicamente la pensione di invalido civile (250,00 euro), non gli hanno riconosciuto l'accompagnamento perché "mangia e cammina". Siamo andate all'edicola all'angolo  a prendergli una copia dei giornali di cui ci aveva parlato e quando siamo tornate aveva messo un'altra maglia e spruzzato del profumo in casa... Non vede mai nessuno ed esce pochissimo. Al momento di salutarci abbiamo proposto di scambiarci i numeri di telefono per risentirci e lui con tristezza ci ha fatto capire che sarebbe stato inutile dato che non riuscirebbe a parlare al telefono, poi ci ha pensato un attimo e sorridendo ha mimato la scrittura dei messaggi.... certo, poteva scrivere degli sms! 
Il 17 torneremo per festeggiare l'onomastico, e poi il 6 giugno è il suo compleanno, bisognerà fare una bella festa.
E' molto bello che un uomo isolato, malato, che non riesce a parlare, sia riuscito a far arrivare la sua voce a qualcuno! Grazie di averci segnalato la sua lettera."

Valeria e Bianca

martedì 14 maggio 2013

Happy Friends, una cena per sostenere i soggiorni estivi con le persone con disabilità


Solidarietà, amicizia e gastronomia sono gli ingredienti della quinta edizione di Happy Friends 2013.

Una gustosissima cena nella splendida cornice dell’Isola Tiberina, sulle terrazze della basilica di San Bartolomeo, a Roma, domenica 2 giugno dalle ore 20.

Il ricavato della cena sarà destinato a sostenere i soggiorni estivi organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio per le persone con disabilità che avranno luogo nel mese di luglio ad Albano Laziale.

Ottime pietanze, atmosfera suggestiva e...splendido panorama!
La quota minima per partecipare alla cena è di 20 euro.

Affrettatevi a prenotare un posto inviando un'e-mail entro il 29 maggio scrivendo a gliamici@santegidio.org

lunedì 13 maggio 2013

La Comunità di Sant'Egidio di Messina invita a segnalare i casi di anziani soli e bisognosi



Messina: Per alleviare la solitudine di questo popolo silenzioso bastano dei piccoli gesti, come una telefonata, o una visita, o accorgersi di assenze nelle strade o nei luoghi che quotidianamente frequentiamo". Segnalazioni possibili nelle mattine dal lunedì al venerdì allo 090 2008768

La Comunità di Sant’Egidio di Messina è addolorata ed esprime il proprio cordoglio per quanto avvenuto alla signora Livia Prestipino, trovata morta in casa sua dopo una settimana: "E’ un dramma che ci interroga tutti e che rivela l’esistenza della parte più fragile di Messina. La solitudine colpisce molti anziani, che spesso vivono nell’indifferenza della nostra città, ormai dimentica del grande valore della vecchiaia, ma gli anziani esistono e sono in aumento".
"Per alleviare la solitudine di questo popolo silenzioso bastano dei piccoli gesti, come una telefonata, o una visita, o accorgersi di assenze nelle strade o nei luoghi che quotidianamente frequentiamo. Con dei piccoli gesti e uno sguardo attento si possono salvare tante vite. Questa drammatica vicenda che ha colpito tutti noi scuote i nostri cuori affinché fatti del genere non accadano più e ci invita a essere più vigili e a guardare con attenzione, simpatia, preoccupazione le persone anziane che incontriamo".
La Comunità di Sant’Egidio invita chiunque fosse a conoscenza di anziani soli a segnalarlo al Centro anziani Maria Iurato chiamando tutte le mattine dal lunedì al venerdì il numero: 090 2008768.

lunedì 6 maggio 2013

A proposito di bambini rom: una lettera da Milano

I miei amici rom, senza scarpe nè cibo

Mi telefona Florina e mi chiede un  paio di scarpe. Da una settimana non va a scuola perché non ne ha. Vive assieme ai genitori nello scheletro di una fabbrica non terminata.  Ho della frutta in casa, vado a trovarla. Luminita, invece, vive in una baracca con i suoi figli. Albert, sette anni, toglie il quaderno dallo zaino per farmelo vedere. Entra anche Monica, che ha iniziato l'asilo quest'anno. Chi sono questi bambini che vivono in baracche, senza luce, senza riscaldamento, senza acqua e, spesso, con scarso cibo?

Siamo a Milano, periferia est. Queste persone sono i miei amici Rom. Vivono lì perché la loro povertà non consente altro. Unica loro speranza è che le forze dell'ordine non distruggano anche la poca protezione che una baracca può offrire. Incontro  questi bambini e i loro genitori a scuola, li accompagno a fare le vaccinazioni, ascolto le loro storie e i loro  sogni, che sono quelli di tutti noi.

Cara Florina, le scarpe ora non le ho, ma te le farò avere in fretta. Di bambini come lei, Albert e Monica ce ne sono tanti a Milano, arrivano a scuola con addosso fatiche e difficoltà, ma anche con la voglia di farcela. E i loro genitori fanno il possibile perché la "storia bella" della scuola continui. Vogliono che i loro figli siano come tutti gli altri ragazzi.

Sono storie che vanno sostenute, guardando questi bambini con occhi diversi e apprezzando la loro fatica. Storie che, se accompagnate, rendono Milano una città più giusta. E aprono strade di cittadinanza a bambini altrimenti destinati all'esclusione e all'emarginazione. Chi volesse aiutare questi bambini delle baraccopoli milanesi può scrivere a: santegidio.rubattino@gmail.com

mercoledì 24 aprile 2013

La catechesi con le persone con disabilità e la nuova evangelizzazione


La comunicazione del Vangelo ai disabili non è un lusso, ma può essere una via preziosa per la Nuova Evangelizzazione.
E' quanto è emerso a Torino, presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza, casa madre del Cottolengo, durante il convegno che  si è svolto il 19 e il 20 aprile dal titolo: "Annunciare la Buona Notizia: la catechesi con le persone disabili e la nuova evangelizzazione".
Alla presenza di circa 200 persone sono state invitate, per la prima volta nella storia della Congregazione cottolenghina, alcune realtà ecclesiali che vivono l’annuncio del Vangelo ai disabili: Opera don Guanella, Fede e Luce, Comunità Giovanni XXIII e la Comunità di Sant’Egidio.
La testimonianza della Comunità di Sant'Egidio è stata portata da Daniela Boi de Gli Amici di Roma e da Paola Freschini della Comunità di Novara.
Daniela ha raccontato l’amicizia fedele che da 27 anni lega la Comunità agli anziani ospiti del Cottolengo di Roma, dove lei stessa, insieme ad altri amici, ogni domenica fa loro visita: “È nata un'amicizia molto bella che ogni domenica cresce attraverso le visite, le feste e anche nei momenti difficili”.
“La mia vita è cambiata da quando ho cominciato la catechesi” ha spiegato Daniela raccontando la sua partecipazione ogni domenica alla liturgia preceduta dall’incontro in cui si spiega il Vangelo: “Questo è uno dei momenti più belli  per me. Alla catechesi ho imparato a conoscere di più Gesù e ho capito che Gesù salva la vita di ogni uomo e la libera dal male. Anche la mia vita è stata salvata da Gesù, attraverso gli amici della Comunità che non mi hanno mai abbandonato”.
Paola ha ricordato che il Vangelo è per tutti e che non esiste “un cammino a parte dei disabili, ma un percorso da vivere insieme, perché è il cammino di tutti i  cristiani, è il cammino della Chiesa che nasce dalla liturgia dalla Bibbia, dalla predicazione”. “I vangeli sono la catechesi migliore: il loro carattere narrativo, le parabole i miracoli aiutano a parlare di Gesù, a conoscere la sua vita e a ricordarla. Essi devono essere comunicati senza semplificazioni o riduzioni”
La domenica si sono uniti alcuni de Gli Amici di Novara per partecipare alla liturgia del Cottolengo cui la Comunità è stata invitata.
È stata davvero “una festa da re” intorno all’amico Gesù, come dice uno dei canti de Gli Amici.


martedì 23 aprile 2013

Nel cuore di Novara, Sant'Egidio aprirà una casa per i più poveri: un dono del presidente Oscar Luigi Scalfaro



Nel cuore di Novara  il 12 aprile 2013 la Comunità di Sant’Egidio ha inaugurato i lavori di ristrutturazione di una casa per i più poveri. Si tratta di un dono che il Presidente Oscar Luigi Scalfaro ha voluto lasciare alla Comunità di Sant’Egidio come segno di affetto per la sua città, perché ne facesse un luogo di accoglienza per le persone in difficoltà.
Casa Scalfaro ospiterà un centro di accoglienza per nuclei familiari colpiti dalla crisi e una casa famiglia per anziani.
I lavori modificheranno la struttura per renderla adatta ad ospitare almeno quattro o cinque anziani e tre famiglie offrendo anche la possibilità di spazi comuni.
Il più interessante è il cortile che sarà trasformato in un giardino con uno spazio da destinare all’orto, alla coltivazione di piante e un’area gioco per i bambini.  Sarà il principale luogo d’incontro tra famiglie e anziani.
Vivere insieme tra anziani, adulti e bambini restituirà lo spirito di una famiglia vera, con tutte le sue generazioni.
Gli impianti saranno ecologici: solare per il riscaldamento e fotovoltaico per l'energia elettrica.
Dunque dal cuore di Novara si apre un cantiere di speranza al servizio della città perché sia più vivibile e per tutti.