venerdì 21 settembre 2012

La Comunità di Sant'Egidio e i malati di Alzheimer


Virginia viveva da sola, in due stanze in affitto. Entrando in casa, ti accoglieva la penombra di una lampadina fioca ed un odore di chiuso, di latte scaldato, di polvere.
Ormai da tempo per Virginia tenere in ordine la casa, ed anche se stessa, era diventato un problema: le capitava di indossare una gonna sporca senza accorgersene, di fare fatica ad infilare le chiavi di casa nella serratura, a trovare gli oggetti che le servivano. Si sentiva sempre più debole e sola. Fino a quando ce l’avrebbe fatta? Per rassicurasi cercava di negare la realtà: la pentola che non trovava più gliela avevano rubata i vicini, il frigorifero rotto non era necessario cambiarlo, e poi tutte quelle medicine servivano davvero? Lei non era malata, era sempre stata una donna forte, sana. Lei in casa sua aveva tutto, semmai mancava qualcosa era colpa dei vicini, che le volevano male: è facile approfittarsi di una donna sola! Ma glielo avrebbe fatto vedere a tutti: lei non era sola!
Così Virginia cominciò a trattare una bambola che teneva sul letto, una grande bambola, come le facevano un tempo, con il viso di coccio e il vestito di raso, come fosse una sua figlia.  La accudiva come fosse una bambina piccola, la cullava, le parlava, le dava il latte con il biberon, quando usciva la portava con sé: “E’ troppo piccola, non posso lasciarla da sola!” Era molto attenta a come “gli altri” guardavano lei e la sua ‘bambina’ , la bambola era anche diventata il modo per non essere più una povera vecchia invisibile, un modo per incontrare lo sguardo degli altri, come è avvenuto con alcuni giovani della Comunità di Sant’Egidio, che l’hanno conosciuta mentre camminava per la strada con la sua bambola in braccio. “Come si chiama? Maria”. Così hanno cominciato a parlare con lei, ad andarla a trovare nella sua casa, ad aiutarla nelle necessità della vita quotidiana senza scomporsi troppo per la presenza di ‘Maria’.
Le visite a casa di Virginia si moltiplicarono. Giorno dopo giorno, era sempre più chiaro che Virginia non riusciva più a compiere le azioni - anche le più semplici - della vita quotidiana da sola: come prendere le medicine giuste, se non ricordo che ore sono, e se le hai già prese? e come prepararsi da mangiare, se le ricette più abituali, quelle che Virginia cucinava così bene, sono come cancellate dalla mente? E dove trovare i vestiti, le scarpe, che la malattia nascondeva ogni giorno in luoghi sempre diversi e incogniti? Eppure Virginia cercava di non mostrare le sue difficoltà agli amici della Comunità di Sant'Egidio che gli erano diventati cari: non ricordava bene i loro nomi, ma nei loro visi riconosceva quell'amore che aiuta a vivere ed era felice di trascorrere del tempo con loro.
Virginia venne invitata a una piccola vacanza ai castelli romani, insieme ad altri anziani trasteverini. Da poco erano ultimati i lavori della casa famiglia per anziani di via Fonteiana. Una casa, donata alla Comunità di Sant’Egidio dal signor Manlio Isabelli, pensata per accogliere anziani in difficoltà. Virginia arrivò nella casa di via Fonteiana in un bel pomeriggio di Settembre. Le piacque tutto: il giardino con due palme, la palazzina anni Trenta, l'ambiente luminoso, pulito e sereno.
Subito successe un cosa imprevedibile: “Maria” venne semplicemente lasciata su di una sedia e dimenticata. E per Virginia iniziò una vita nuova: la presenza continua e delicata di amici ed operatori addolcivano le sue difficoltà. Le continue dimenticanze non pesavano più, le sue incertezze non erano motivo di giudizio, di derisione. Il mondo non era più popolato di "nemici" che nascondevano le cose, ma di volti amici di cui non era sempre chiaro il nome, ma - seppure diversi - avevano tutti la stessa espressione piena di affetto.
Virginia ha vissuto nella casa della Comunità di Via Fonteiana a Roma gli ultimi anni della sua vita. La malattia non ha vinto la sua gioia di vivere, anche quando la debolezza si è fatta più evidente.
Dipendere dagli altri, sempre di più, in tutto, non è stata una condanna, ma una condizione in cui più forte si è mostrato l'affetto di chi la circondava e che le ha comunicato la certezza di un amore che non finisce. Virginia questo lo ha capito bene. Certo, l'Alzheimer non le permetteva di spiegarlo con un discorso, ma la sua serenità - e anche la lunghezza dei suoi anni - hanno parlato a tanti della forze terapeutica dell'amore. E questo ne ha fatto anche una maestra: maestra di quell'abbandonarsi fiducioso all'amore degli altri, che nel Vangelo è espresso dall'esortazione di Gesù a farsi piccoli.
Nella Giornata Mondiale dedicata ai malati di Alzheimer, ci è caro ricordarla, con l'affetto di sempre.

La Comunità di Sant'Egidio accanto agli anziani: iniziativa a Roma, quartiere Esquilino


La presenza della Comunità di Sant'Egidio accanto agli anziani, nella periferia come nel Centro storico di Roma, favorisce da sempre il contatto fra le generazioni, il dialogo a tutti i livelli, le iniziative di mutuo aiuto – in particolare fra anziani e stranieri. Lo sanno bene gli anziani di Esquilino, che dal 2010 ricevono le telefonate, le visite e l’aiuto concreto degli operatori del Programma” Viva gli Anziani!”, giovani immigrati e italiani, che sono diventati punti di riferimento essenziali per molti di loro.
L'esperienza di questi anni ha confermato la bontà dell'iniziativa:  ad esempio nei quartieri (Trastevere e Testaccio), dove il Programma esiste dal 2004, si sono drasticamente ridotte sia la mortalità degli anziani, che la percentuale dei ricorsi all'istituzionalizzazione ed agli stessi ricoveri ospedalieri. Un risultato raggiunto grazie alla presenza di figure professionali impegnate e motivate, ma anche dalla ricostruzione di un tessuto di solidarietà quotidiana, minuta, fatta di cose semplici e per questo indispensabili: un saluto, una breve visita, un aiuto per fare la spesa, una telefonata quando non si esce di casa da tanto.
Domani, venerdì 21 settembre, l’invito è per tutti, anziani e non solo, ai giardini di Piazza Vittorio dalle ore 16.00 alle 18.30 per festeggiare la fine di una lunga estate caldissima!!
Il Programma "Viva Gli Anziani!" della Comunità di Sant’Egidio, è un Servizio di monitoraggio attivo di “prevenzione dell’emergenza” che prevede livelli diversificati di intervento, mirati a promuovere e rafforzare le reti di supporto degli anziani, al fine di fronteggiare gli eventi critici (ondate di calore, freddo intenso, cadute, etc). Opera in collaborazione con il Ministero della Saluta, La Regione Lazio ed il Comune di Roma.
Gli obiettivi principali del programma sono la prevenzione dell’isolamento sociale e della mortalità della popolazione anziana e la promozione, facilitazione e attivazione delle reti di supporto e di aiuto degli anziani di 75 anni e oltre. Il Programma attraverso i suoi operatori di quartiere e la promozione delle reti urbane realizza una rete di protezione che permette alle persone anziane di affrontare e superare gli eventi critici. Si tratta di un servizio di monitoraggio attivo orientato all’emergenza, che, insieme ai servizi alla domiciliarità esistenti (assistenza domiciliare e telesoccorso), rende più ampio il ventaglio delle risposte disponibili per la popolazione anziana.
E' un programma innovativo in quanto è rivolto a tutti gli anziani ultra75enni riuscendo ad individuare l’isolamento sociale (la solitudine) degli anziani come un fattore di rischio specifico per la loro salute.
Per questo "cerca" fra tutti gli anziani, sopratutti nei periodi dell’anno più critici (estate e inverno) e non aspetta le segnalazioni come fanno normalmente i servizi sociali. Intorno agli anziani più a rischio il Programma promuove e sostiene le reti sociali urbane con un lavoro di promozione e di sensibilizzazione. Tutto questo con costi molto contenuti (mezzo euro al giorno per anziano).
Per saperne di più

mercoledì 19 settembre 2012

“Giovani europei per un mondo senza violenza” in pellegrinaggio ad Auschwitz con Sant'Egidio


E' giunta alla terza edizione, l'incontro internazionale dal titolo “Giovani europei per un mondo senza violenza” , organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio e che porterà 2.000 giovani europei ad Auschwitz, in Polonia. Un grande incontro di riflessione sull’antisemitismo e per dire no al razzismo e alla violenza che ancora oggi spesso sembrano riemergere nella nostra società. I giovani partecipanti provengono da otto paesi, specialmente dell’Europa orientale: oltre all’Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia, Ucraina e Ungheria.
Tre giorni di incontri, di riflessione e di visita ai luoghi dell'olocausto, che avranno il momento più significativo nella vista ad Auschwitz, luogo simbolo dell’orrore delle discriminazioni e nell'incontro con i testimoni, sopravvissuti dell’olocausto. Fra questi Rita Prigmore, donna sinta tedesca, sopravvisssuta allo sterminio nazista della seconda guerra mondiale che eliminò anche 500 mila zingari europei. Proprio recentemente, durante il recente incontro “Uomini e religioni” a Sarajevo, Rita ha raccontato la sua storia dolorosa. Deportata con la famiglia, fu sottoposta agli esperimenti sui gemelli del dottor Mengele che causarono la morte della sorellina Rolanda. Scampata alla morte, ha vissuto negli Stati Uniti e recentemente è tornata in Germania per gestire un'organizzazione di sinti per la difesa dei diritti umani.
Un'occasione per rendere i giovani europei protagonisti di quella che è certamente la sfida decisiva per l'Europa: la promozione della cultura del convivere e il riconoscere la dignità della differenza.

giovedì 6 settembre 2012

Al via domenica a Sarajevo il meeting per la pace della Comunità di Sant'Egidio

Domenica prossima a Sarajevo, la Comunità di Sant'Egidio darà il via al meeting "Living Together is the Future", Religioni e culture in dialogo per la pace. Già da qualche giorno fervono i preparativi e cresce il numero di persone che da varie parti di Europa sta convenendo in questa città simbolo della guerra balcanica e oggi della convivenza e del dialogo.
Per seguire l'evento è possibile collegarsi al sito della Comunità di Sant'Egidio : www.santegidio.org dove sarnno disponibili le dirette web degli eventi principali , gli interventi e le foto dell'evento che vedrà oltre all'assemblea plenaria di inaugurazione e alla cerimonia finale in piazza , anche numerosi (quasi trenta) Panel di approfondimento.
Leggi anche: http://www.comunitadisantegidio.info/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1138

domenica 2 settembre 2012

Una lunga estate con la Comunità di Sant'Egidio

E' stata una lunga estate calda. Ma in molti luoghi il calore è arrivato soprattutto dall'amicizia: quella di centinaia di giovani - e non solo - che hanno deciso quest'anno di contrastare la crisi con la solidarietà, e di trascorrere le vacanze estive con amici "speciali": i rom dei villaggi albanesi, i bambini dei centri nutrizionali in Malawi e in Mozambico, i senzatetto di Mosca, i rifugiati dei centri di accoglienza dell'Italia del Sud ... e altri ancora.

Mentre l'estate volge al termine, vi proponiamo di ripercorrere con noi questi itinerari, attraverso i seguenti articoli:

Gli “Amici della Comunità di Sant’Egidio” in vacanza con i poveri e gli anziani

Anche in Russia l'estate di solidarietà

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Sant'Egidio: I poveri al centro

Cosa si fa e cosa sipuò fare per i poveri in Ruanda: una conferenza a Kigali

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Educazione alla pace nei villaggi del Nord dell'Albania


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Un'estate con Sant'Egidio al Centro Nutrizionale Giovanni Paolo II

Sono 1000 i bambini che ogni giorno ricevono cibo, amicizia e cure

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Giovani per la pace con gli immigrati nel centro per richiedenti asilo di Crotone

L'integrazione si fa così: amicizia, giochi, e lezioni di italiano

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Estate di solidarietà in Albania

I racconti dei volontari che, da diverse città italiane ed europee, hanno impiegato il tempo delle vacanze in iniziative di solidarietà

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Da Sant'Egidio una nuova casa per Mario e Laina

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Festa per la fine del Ramadan in carcere: la offre un pasticcere ebreo

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Uno sguardo alla condizione delle carceri in Italia. Le iniziative di Sant'Egidio

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Bambini e ragazzi del programma di adozioni a distanza in vacanza

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Vacanze al centro Nutrizionale, per capire che "tutto può cambiare"

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Sant'Egidio in Indonesia e in Pakistan accoglie i poveri per la fine del Ramadan

In diverse città dei due grandi paesi musulmani, le Comunità hanno invitato bambini delle Scuole della Pace, senza dimora e malati a celebrare la fine del mese di digiuno
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Estate in Pakistan: gite in città con la Scuola della pace


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La Scuola della Pace di Sant'Egidio fra le tende di Mirandola, colpita dal terremoto

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Alluvione nelle Filippine: l'aiuto di Sant'Egidio

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Aperti per ferie: la solidarietà non va in vacanza

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Con i profughi siriani in Libano. Primi aiuti a Beirut e nella Bekaa

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Play music STOP violence!

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Sant'Egidio nella zona rurale del Bajo Lempa: centri e attività per l'infanzia

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Estate di solidarietà: festa nell’istituto per gli anziani e i disabili

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"Africa cocktail bar” a sostegno del programma DREAM

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